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Assemini, sciacalli spietati: “Così fanno soldi sulla memoria di mio fratello morto”

Michela Scalas è la sorella di Elio, morto nel 2023: "Infami in giro per il paese chiedono denaro per il suo memorial"

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L’allarme di Michela Scalas: “Qualcuno gira per Assemini chiedendo soldi per un memorial di Elio. Ma non è autorizzato da noi”

Sciacalli in azione ad Assemini. “Attenzione, soprattutto ai commercianti: c’è una persona che sta chiedendo sponsor e quindi soldi per il memorial di mio fratello. Ma nessuno è stato incaricato di farlo”. È uno sfogo amaro, ma anche un appello alla comunità quello lanciato su due gruppi Facebook del paese da Michela Scalas, sorella di Elio, scomparso nel 2023 in seguito a un incidente stradale.

Secondo quanto denunciato dalla donna, negli ultimi giorni qualcuno si starebbe presentando in negozi e attività commerciali di Assemini chiedendo contributi economici per organizzare un memorial dedicato al fratello. Un’iniziativa che, però, la famiglia smentisce categoricamente.

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L’allarme ai commercianti

La segnalazione è partita proprio dopo che alcuni commercianti hanno contattato la famiglia per avere conferma sulla raccolta fondi. Da lì è emerso il sospetto che qualcuno stesse utilizzando il nome di Elio per ottenere denaro.

“Ci hanno riferito che una persona, infame, sta passando tra i negozi del paese chiedendo sponsor per il memorial”, racconta Michela Scalas. “Voglio dirlo chiaramente: al memorial di mio fratello ci pensiamo esclusivamente io e mio fratello Simone. Nessun altro è stato incaricato di fare raccolte di soldi o di cercare sponsor”.

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Per questo motivo la famiglia ha deciso di rendere pubblica la vicenda, invitando chiunque venga avvicinato con questa richiesta a non consegnare denaro e a segnalare l’episodio.

“Un gesto che ferisce”

La rabbia di Michela nasce soprattutto dal fatto che la memoria del fratello venga utilizzata per scopi che definisce senza mezzi termini “infami”.

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La donna parla apertamente di “sciacallaggio” e chiede ai cittadini di prestare la massima attenzione. Il timore è che, facendo leva sull’affetto che molti ad Assemini hanno nutrito per Elio, qualcuno riesca a convincere negozianti o privati a versare denaro per un’iniziativa che non esiste.

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Il memorial organizzato dalla famiglia

L’idea di un memorial dedicato a Elio Scalas, in realtà, esiste davvero, ma è una iniziativa che la famiglia intende gestire direttamente e senza intermediari.

“Al memorial ci pensiamo io e mio fratello Simone, nessun altro è autorizzato”.

Per ora, quindi, la famiglia invita tutti a diffidare da chiunque chieda contributi economici a nome del memorial.

L’appello alla comunità

Il messaggio che Michela Scalas ha diffuso, anche sui social, è semplice ma diretto: informare quante più persone possibile per evitare che altri possano essere raggirati.

Ad Assemini la vicenda ha già iniziato a circolare tra cittadini e commercianti, suscitando indignazione. Per molti si tratta di un comportamento difficile da accettare in una comunità che conserva ancora vivo il ricordo di Elio.

Ed è proprio per difendere quel ricordo che la famiglia ha deciso di parlare pubblicamente: per mettere in guardia il paese e impedire che il nome di Elio Scalas venga trasformato in uno strumento per fare soldi.

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