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Un porto sicuro contro la solitudine dei giovani: a Cagliari la “Portineria degli adolescenti”

Aprile 9, 2026 · Cristian Melis

Portineria degli adolescenti Cagliari Mulinu Becciu: il progetto

Contrastare l’isolamento sociale e offrire ai più giovani uno spazio dove sentirsi ascoltati, valorizzati e protagonisti. Con questo obiettivo la Giunta comunale di Cagliari, su proposta dell’assessora al Benessere sociale Anna Puddu, ha approvato lo schema di accordo per il progetto “Portineria degli adolescenti”. L’iniziativa, che vede come capofila la cooperativa Panta Rei Sardegna, partecipa al bando nazionale “ACT – Aspirare, Coinvolgere, Trasformare” della Fondazione Unipolis per l’anno 2026.

Un presidio di comunità nel quartiere di Mulinu Becciu

Il cuore pulsante del progetto sarà il MuBe, il centro di quartiere di Mulinu Becciu, che si trasformerà in una vera e propria “portineria di comunità” dedicata alla fascia d’età 12-21 anni. Non si tratterà di un semplice centro ricreativo, ma di un punto di riferimento dove i ragazzi potranno trovare supporto, condividere passioni e veder riconosciuti i propri talenti. Il progetto avrà una durata biennale e il suo avvio ufficiale è programmato per settembre 2026.

Il “Patto per le adolescenze” e il benessere giovanile

Uno dei pilastri dell’iniziativa è la stipula di un Patto per le adolescenze. Si tratta di un impegno collettivo basato sulla partecipazione attiva e sul benessere psicofisico dei giovani, con un’attenzione particolare al riconoscimento dei loro diritti. La “Portineria” vuole essere la risposta concreta alla solitudine, spesso silenziosa, che colpisce le nuove generazioni, offrendo percorsi di crescita che mettano al centro le aspirazioni dei ragazzi e la trasformazione del loro contesto sociale.

Una rete istituzionale per la cura dei ragazzi

Il Comune di Cagliari non agirà solo come ente patrocinante, ma parteciperà attivamente al tavolo di coordinamento interistituzionale. Insieme a Panta Rei, alla Rete Italiana di Cultura Popolare, all’associazione Advocacy e alla cooperativa Macramè, l’amministrazione garantirà che le azioni siano in linea con le politiche pubbliche cittadine. Il progetto prevede un raccordo operativo fondamentale con i servizi sociali, le scuole del territorio e la neuropsichiatria infantile. Creando una rete di protezione e supporto multidisciplinare.

Spazi comunali a disposizione del futuro

Oltre al MuBe, il Comune potrebbe mettere a disposizione altri spazi municipali per le attività della Portineria, offrendo anche le competenze tecniche dei propri uffici. «L’obiettivo è creare una sinergia tra terzo settore e istituzioni per non lasciare indietro nessuno», spiegano dai vertici dell’assessorato. La “Portineria degli adolescenti” si candida così a diventare un modello di innovazione sociale. Capace di trasformare un quartiere periferico in un laboratorio di cittadinanza attiva e inclusione per i cagliaritani di domani.