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Sardegna

Trasporto merci, la Sardegna strangolata dai rincari: “Impossibile continuare pagando il 40% in più”

Aprile 21, 2026 · Paolo Rapeanu


Caro Trasporti Sardegna: Imprese a Rischio, Appello alla Regione contro ETS e Rincari

Le associazioni di categoria sarde chiedono un intervento urgente: i costi di trasporto sono aumentati del 40%, mettendo a rischio la competitività dell’isola.

Il sistema produttivo della Sardegna è a un punto di rottura. Industria, artigianato, agricoltura e commercio si sono uniti in un fronte comune per denunciare una situazione insostenibile: l’inarrestabile impennata dei costi per il trasporto delle merci sta affossando l’economia regionale.

Le principali sigle (Confindustria, Confapi, Coldiretti, Confartigianato, CNA, Confesercenti, Confcommercio, Legacoop, Associazione Cave e Miniere, Confcooperative) hanno inviato una lettera congiunta alla Presidenza della Regione e agli Assessorati competenti, chiedendo misure immediate per contrastare un isolamento economico che rischia di diventare irreversibile.


La tempesta perfetta: ETS e crisi del gasolio

A gravare sulle spalle delle imprese sarde è una combinazione micidiale di fattori normativi e geopolitici. Da un lato, l’applicazione della normativa europea ETS (Emission Trading System) sta colpendo duramente i collegamenti marittimi; dall’altro, le tensioni in Medio Oriente hanno innescato, da fine febbraio, un rincaro del 25% del gasolio per l’autotrasporto.

Attualmente, ogni merce che entra o esce dall’isola registra un aggravio dei costi superiore al 40%. Una disparità strutturale che penalizza la Sardegna rispetto a qualsiasi altra regione europea, amplificando i costi dell’insularità.

Il peso economico sulle rotte principali

I numeri dell’emergenza sono impietosi:

  • Olbia–Livorno e Porto Torres–Genova: solo queste due rotte hanno subito un aggravio di oltre 50 milioni di euro nel 2025.
  • Previsioni 2026: si stima che i costi per queste tratte saliranno a 70 milioni di euro.
  • Impatto totale: complessivamente, il sistema Sardegna paga oltre 150 milioni di euro l’anno solo a causa dell’ETS.

Il rischio per le imprese e i consumatori

Nonostante lo sforzo di trasportatori e committenti per non ribaltare l’intero aumento sui prezzi al dettaglio, la tenuta del sistema è al limite. Il rischio concreto non è solo la perdita di competitività delle aziende sarde sui mercati nazionali e internazionali, ma anche un inevitabile aumento dei prezzi per i consumatori finali, già provati dall’inflazione


Le richieste alla Regione: Fondo di compensazione e revisione UE

Le associazioni di categoria hanno delineato una strategia d’emergenza articolata su tre livelli d’azione:

  1. Strumento Compensativo Regionale: L’istituzione immediata di un fondo straordinario per mitigare l’impatto dei costi.
  2. Pressione sul Governo Nazionale: Richiesta di ristori specifici per le imprese che operano in contesti insulari.
  3. Azione in Sede Europea: Una revisione urgente della normativa ETS che riconosca gli svantaggi strutturali della Sardegna.

Obiettivo 2026-2027: Copertura al 75%

In particolare, le organizzazioni chiedono la creazione di un fondo regionale di compensazione dedicato ai costi del trasporto marittimo. L’obiettivo è garantire, per il biennio 2026-2027, una copertura fino al 75% dell’extracosto documentato.

In attesa di una nuova strategia della Commissione Europea per le isole — che potrebbe finalmente escludere la Sardegna dai vincoli ETS — le imprese chiedono che la politica sarda agisca ora. Senza un paracadute economico immediato, la competitività della Sardegna rischia di affondare definitivamente.