“Odissea per un malato di di Sla a Cagliari, senza cure nel pronto soccorso per 14 ore”
Sanità, a Cagliari malati di Sla abbandonati nei pronto soccorso. Oltre 14 ore di attesa senza cure, una vergogna disumana: “La Presidente Todde sta sfasciando la sanità sarda per giochi di potere”.
Caos sanità in Sardegna: paziente Sla lasciato per 14 ore al pronto soccorso. Una situazione inaccettabile e disumana scuote la sanità sarda, soprattutto per quanto riguarda i malati di Sla a Cagliari. Un paziente affetto da Sclerosi Laterale Amiotrofica (Sla) ha dovuto attendere oltre 14 ore nella sala d’attesa di un pronto soccorso. La denuncia arriva direttamente da Alessandro Sorgia, consigliere regionale di Fratelli d’Italia. L’esponente politico parla di un gravissimo episodio di malasanità e si fa portavoce del dramma vissuto dalle famiglie.
Il calvario di un paziente Fragile
Nella serata di ieri, un uomo malato di Sla da oltre vent’anni è stato trasportato d’urgenza in ospedale. Il paziente, tracheotomizzato e nutrito tramite Peg, si trovava in una condizione di assoluta criticità. A causa di un blocco involontario della mandibola, la lingua era rimasta incastrata fuori dalla bocca. Di conseguenza, l’organo presentava già un principio di necrosi e un grave gonfiore.
Nonostante la gravità della situazione, il malato è rimasto in sala d’attesa dalle 18:00 del pomeriggio fino al mattino successivo. Solo dopo le disperate insistenze della famiglia, un medico si è finalmente avvicinato.
“Una risposta incredibile”
L’esito di questa estenuante attesa ha lasciato i familiari sbigottiti. I medici hanno infatti comunicato che l’evento era una semplice “conseguenza della malattia”. Di conseguenza, il personale ha prescritto del cortisone e ha firmato le dimissioni repentine.
Tuttavia, questa prestazione avrebbe richiesto solo dieci minuti se fosse stata eseguita nel reparto competente. Inoltre, l’attesa in una sala comune ha esposto il paziente a un altissimo rischio di infezioni letali.
Le cause del disastro: addio all’accesso diretto
Secondo Sorgia, questo episodio è il risultato dello smantellamento di una rete di assistenza che funzionava da anni. In passato, infatti, era garantito l’accesso diretto in Rianimazione per i casi urgenti. “I malati di Sla in emergenza non debbano mai passare per il pronto soccorso. Devono essere indirizzati subito nei reparti specialistici. Questo protocollo di buonsenso è stato clamorosamente ignorato”, dichiara il consigliere.
La fine del “progetto di area critica”
Per circa trent’anni, le cure domiciliari hanno contato su un progetto specifico per i malati di Sla. Questa iniziativa funzionava grazie all’abnegazione di infermieri volontari. Purtroppo, circa un anno fa, una decisione dirigenziale ha cancellato il servizio fuori orario.
Oggi la burocrazia sembra aver sostituito la medicina sul campo. Le proroghe dei piani di assistenza vengono decise “a tavolino”. Di conseguenza, il personale medico non riesce più a monitorare l’evoluzione della malattia a domicilio.
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L’attacco politico alla Giunta Todde
Il consigliere di Fratelli d’Italia non usa giri di parole e punta il dito contro i vertici della Regione. Le responsabilità politiche di questo scenario avrebbero un nome e un cognome ben precisi.
- La denuncia: Sorgia accusa direttamente la Presidente della Regione, Alessandra Todde.
- Le conseguenze: La gestione attuale starebbe portando al definitivo sfascio della sanità sarda.
- Le richieste: Si chiede il ripristino immediato dell’assistenza domiciliare e l’accesso diretto in Rianimazione.
“La salute non può essere merce di scambio per gli equilibri politici della Giunta”, conclude fermamente Sorgia. La palla passa ora all’esecutivo regionale, chiamato a rispondere di un sistema sanitario sempre più in affanno.