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Ruba i tesori della Sardegna: turista fermato con stalattiti e quarzite all’aeroporto di Cagliari

Giugno 5, 2026 · Cristian Melis

Reperti sequestrati dalla Finanza

Sequestro di reperti naturali all’aeroporto di Cagliari

Le attività di controllo a tutela del patrimonio ambientale e naturalistico nazionale registrano un importante successo nello scalo aereo sardo. I funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli della Direzione Territoriale Sardegna, insieme ai militari del 1° Nucleo Operativo Metropolitano della Guardia di Finanza di Cagliari, hanno eseguito un mirato sequestro di reperti naturali all’aeroporto di Cagliari. L’operazione ha visto anche la collaborazione della Polizia di Stato e del personale addetto alla SOGAER Security, l’azienda che gestisce la sicurezza interna della struttura aeroportuale.

I controllori hanno individuato il materiale illecito durante le ordinarie verifiche radiogene sui bagagli a mano dei passeggeri in partenza. All’interno della valigia di un cittadino di nazionalità austriaca, pronto a imbarcarsi su un volo diretto a Vienna, gli ispettori hanno notato elementi anomali che hanno subito fatto scattare l’ispezione fisica dettagliata del bagaglio.

I reperti prelevati dalle aree protette

L’apertura del borsone ha confermato i sospetti degli operatori di frontiera. Il passeggero custodiva, senza alcuna autorizzazione o giustificazione lecita, due preziosi frammenti di stalattiti e cinque pezzi di roccia di quarzite di varie dimensioni. Il turista ha ammesso la provenienza geografica del materiale solo dopo le contestazioni formali da parte delle forze dell’ordine presenti.

Le indagini immediate hanno permesso di ricostruire l’esatta origine dei reperti. Il viaggiatore ha asportato le stalattiti dalla celebre Grotta di Biddiriscottai, situata nella rinomata località turistica di Cala Gonone nel territorio comunale di Dorgali, in provincia di Nuoro. Questo complesso carsico gode di una protezione speciale in virtù della Legge Regionale della Sardegna n. 4 del 7 agosto 2007. I frammenti di quarzite provenivano invece da un sentiero naturalistico situato nel territorio del Comune di Samugheo, in provincia di Oristano.

La convalida e la denuncia penale

La gravità del comportamento ha spinto i militari e i funzionari doganali a informare immediatamente la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari. L’Autorità Giudiziaria di turno ha convalidato senza esitazioni l’operato dei verificatori e ha disposto il formale sequestro probatorio di tutti i campioni geologici rinvenuti.

Gli inquirenti contestano al cittadino straniero l’ipotesi di reato prevista dall’articolo 733-bis del Codice Penale, che punisce severamente la distruzione o il deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto. Attualmente i beni si trovano sotto custodia presso gli uffici del Distaccamento Locale dell’Agenzia delle Dogane dello scalo di Elmas, in attesa delle disposizioni finali del magistrato per il loro eventuale reinserimento nell’ambiente d’origine.

La tutela di un patrimonio non riproducibile

Questo episodio conferma l’efficacia dei presidi di vigilanza quotidiana nei punti di frontiera dell’isola, dove il controllo dei flussi turistici contrasta anche i reati ambientali. La sottrazione di minerali, sabbia, conchiglie e formazioni calcaree rappresenta un danno irreversibile per gli ecosistemi sardi, che necessitano di millenni per generare queste meraviglie naturali.

L’azione sinergica delle istituzioni dimostra che la tolleranza resta zero contro condotte apparentemente marginali ma capaci di compromettere l’integrità del territorio.


I monitoraggi quotidiani documentano i numerosi interventi delle autorità contro i turisti che tentano di esportare illegalmente i tesori della Sardegna. Nei mesi scorsi i report delle forze dell’ordine hanno registrato diversi maxisequestri di sabbia quarzifera prelevata dal litorale di Cabras e furti di ciottoli dalle spiagge del Golfo di Orosei. I dati evidenziano le pesanti sanzioni amministrative e penali previste dalla normativa vigente, oltre alle campagne di sensibilizzazione avviate negli scali portuali e aeroportuali per informare i viaggiatori sui divieti assoluti di asportazione del materiale naturalistico sardo.