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Quartu S. Elena

Quartu, lotta agli abusivi: scoperte discariche a Capitana e via Is Ammostus, indagini in corso

l Nucleo di Vigilanza Ambientale di Quartu monitora il territorio e individua i responsabili abusivi grazie agli elementi emersi dai rifiuti

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Abusivi nei guai a Quartu, trovati documenti col loro nome tra i rifiuti

La tutela dell’ambiente e la lotta contro l’inciviltà e il degrado urbano restano in cima alle priorità del comune di QuartU. Nelle ultime settimane, il Nucleo di Vigilanza Ambientale di Quartu ha intensificato le attività di controllo sul territorio, mettendo a segno due importanti interventi. Gli episodi, documentati nei primi giorni di giugno 2026, evidenziano una piaga purtroppo ancora diffusa.

Il primo blitz contro gli abusivi dei rifiuti a Quartu: infissi e detriti in via Is Ammostus

Il primo intervento risale al 6 giugno 2026, in Via Is Ammostus, una zona periferica. In quest’area, ignoti avevano scaricato un quantitativo ingente di rifiuti speciali e ingombranti, bloccando parzialmente la viabilità della carreggiata sterrata.

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Tra i materiali abbandonati infissi in legno, telai di finestr, cassette di plastica e scarti palesemente riconducibili a lavori di ristrutturazione edilizia.

L’azione del Nucleo di Vigilanza Ambientale è stata immediata. Gli agenti non si sono limitati a constatare il danno, ma hanno effettuato un’accurata ispezione dei materiali.

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Le ricerche sul campo hanno dato esito positivo: sono stati infatti “trovati elementi” decisivi che potrebbero condurre rapidamente all’identificazione dei trasgressori. Attualmente la strada è stata tempestivamente liberata per garantire la sicurezza del traffico locale.

Il secondo caso: sacchi dell’immondizia a Capitana

A pochi giorni di distanza, l’11 giugno 2026, un secondo scempio ambientale è stato intercettato nella nota località costiera di Capitana, precisamente nei pressi del distributore di benzina Tamoil. In questo caso, la tipologia di illecito riscontrata è differente ma altrettanto grave per l’impatto sul decoro e sull’igiene pubblica: un voluminoso cumulo di sacchi di plastica contenenti rifiuti urbani indifferenziati era stato accumulato a ridosso della vegetazione spontanea, a pochissimi passi da una strada di accesso che conduce direttamente verso il litorale.

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Anche in questa circostanza, l’efficacia e la tempestività degli accertamenti del Nucleo di Vigilanza Ambientale di Quartu hanno fatto la differenza. L’analisi approfondita del contenuto dei sacchi ha permesso di raccogliere prove inconfutabili: i rifiuti sono stati ufficialmente definiti come “riconducibili a soggetti nelle vicinanze”. Grazie a questi riscontri mirati, la posizione dei presunti responsabili è ora al vaglio delle autorità per l’emissione delle relative sanzioni pecuniarie e delle denunce previste dalle severe normative vigenti in materia di reati ambientali. A differenza del primo sito, l’area di Capitana è già stata completamente bonificata e restituita alla cittadinanza in condizioni di perfetta pulizia, eliminando sul nascere il rischio di dispersione dei detriti nell’ecosistema costiero circostante.

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Linea dura contro gli ecofurbi

Questi due episodi riaccendono i riflettori sulla necessità di un monitoraggio costante e capillare del v L’abbandono selvaggio di rifiuti non rappresenta soltanto un costo economico significativo per le casse comunali, ma costituisce anche un gravissimo danno d’immagine per una città a forte vocazione turistica.

Dall’amministrazione comunale e dal comando della Vigilanza Ambientale giunge un messaggio chiaro e perentorio: la tolleranza verso gli “ecofurbi” è pari a zero. L’utilizzo strategico di fototrappole posizionate nei punti critici, i pattugliamenti mirati e l’ispezione minuziosa dei sacchetti si stanno rivelando strumenti indispensabili per dare un nome e un cognome a chi viola le regole della civile convivenza. Le indagini attualmente in corso per i fatti di via Is Ammostus e Capitana dimostrano che l’impunità non è più garantita.

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