Il risveglio delle Fornaci Picci: dopo mezzo secolo di abbandono rinasce il simbolo di Quartu
Mezzo secolo di silenzio, abbandono e ferite inferte dal vandalismo e dall’incuria stanno per essere cancellati. Le ex Fornaci Picci, storico simbolo dell’archeologia industriale di Quartu Sant’Elena, si preparano a cambiare pelle e a trasformarsi in un asset strategico per lo sviluppo, la cultura e l’erogazione dei servizi dell’intera area metropolitana di Cagliari.
La svolta tanto attesa è arrivata questa mattina con la firma del verbale di consegna dei lavori all’impresa che si è aggiudicata l’appalto per il recupero dell’edificio B, la struttura che sorge immediatamente alla destra del cancello d’ingresso del vecchio perimetro manifatturiero. Un atto formale, ma dal profondo valore politico e sociale, che segna l’avvio ufficiale del primo lotto di interventi mirati a restituire alla comunità un pezzo fondamentale della propria identità urbana.
I dettagli dell’intervento sull’edificio B: restauro conservativo e nuovi servizi
L’incontro operativo svoltosi in mattinata tra l’Assessore comunale all’Urbanistica, Aldo Vanini, la dirigente del settore Barbara Mura e lo staff tecnico del Comune, ha sancito il completamento delle procedure burocratiche necessarie dopo la sigla del contratto avvenuta la scorsa settimana. Da questo momento scatta il cronoprogramma dei lavori: l’impresa avrà a disposizione circa sei mesi per completare le opere, portando la conclusione del cantiere all’inizio del prossimo anno.
Il progetto di recupero dell’edificio B si muove su un binario di rigoroso rispetto della memoria storica del luogo. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Graziano Milia ha infatti optato per una linea d’azione che esclude categoricamente qualsiasi demolizione. Si tratterà esclusivamente di un intervento di restauro e risanamento conservativo, volto a salvaguardare le linee architettoniche originarie della vecchia fabbrica di laterizi, pur adeguandola alle più moderne esigenze strutturali e impiantistiche.
Sotto il profilo economico, l’operazione è sostenuta da uno stanziamento complessivo di 800mila euro. La fetta più consistente del finanziamento, pari a 600mila euro, arriva direttamente dalle casse della Regione Autonoma della Sardegna, a cui si somma un importante cofinanziamento da parte del Comune di Quartu Sant’Elena, che ha stanziato ulteriori 200mila euro di fondi propri.
Una volta completato il restauro, l’edificio B cambierà radicalmente la sua destinazione d’uso: gli spazi interni verranno rifunzionalizzati per ospitare nuovi uffici comunali operativi. Una scelta strategica che permetterà di accentrare i servizi al cittadino, migliorando l’efficienza della macchina amministrativa e garantendo, al contempo, un presidio umano costante all’interno dell’area delle ex Fornaci, scongiurando il rischio di nuovi episodi di degrado.
“La decisione dell’Amministrazione di procedere per step successivi, intercettando e diversificando i canali di finanziamento per i vari corpi di fabbrica, si è rivelata vincente e ha consentito di imprimere un fondamentale cambio di passo a un iter che per decenni era rimasto bloccato”.
La strategia dell’Amministrazione: “Un cambio di passo procedendo per step”
Vanini ha poi tenuto a sottolineare la bontà della programmazione strategica messa in campo dall’esecutivo cittadino: “Con la consegna dei lavori per la riqualificazione dell’Edificio B delle Fornaci Picci si compie il primo atto concreto per la valorizzazione di questa importante parte della città” , ha dichiarato con soddisfazione l’assessore all’Urbanistica Aldo Vanini.
L’abbattimento del degrado e la rigenerazione urbana non si fermeranno, infatti, alle sole mura del primo stabile. La pianificazione globale per l’ex area industriale è molto più ambiziosa e prevede una vera e propria metamorfosi verde e sociale dell’intero compendio.
L’attesa per il verdetto del Consiglio di Stato e il grande Parco da 5 milioni
Subito dopo il completamento o parallelamente alle fasi finali dell’edificio B, l’attenzione della città si sposterà sulla creazione del grande Parco urbano delle Fornaci. Un intervento imponente, dal valore complessivo di ben 5 milioni di euro (di cui 4,5 milioni finanziati dalla Regione Sardegna e 500mila euro messi sul piatto dal Comune).
Attualmente l’avvio di questo secondo e fondamentale cantiere è temporaneamente congelato, in attesa che si esprima la giustizia amministrativa. Il Consiglio di Stato è infatti chiamato a redimere un contenzioso relativo all’aggiudicazione della gara d’appalto, con un’udienza fissata proprio per i prossimi giorni.
Dagli uffici di via Brigata Sassari traspira grande ottimismo. Non si tratta di un blocco strutturale o di un rischio di perdita dei fondi, bensì di un passaggio tecnico per stabilire quale delle due imprese rimaste in cima alla graduatoria risulterà la legittima vincitrice della commessa. Nelle previsioni della Giunta, l’intoppo burocratico verrà superato rapidamente: l’obiettivo dichiarato è quello di arrivare alla firma del contratto per il Parco entro il mese di settembre, così da far partire immediatamente dopo i lavori, la cui durata stimata è di circa 12 mesi.
Il futuro polmone verde di Quartu non sarà semplicemente un giardino pubblico, ma un modello di innovazione sostenibile e coesione sociale. Il progetto integra una serie di soluzioni architettoniche e ambientali all’avanguardia:
- Forestazione urbana ed ecologia: è prevista la piantumazione massiccia di alberi, con la progressiva sostituzione delle specie vegetali alloctone (non originarie del luogo) a favore di specie autoctone della macchia mediterranea. DOC+ 1
- Sostenibilità idrica ed energetica: le pavimentazioni saranno realizzate interamente con materiali drenanti per favorire la ricarica delle falde e sarà predisposto un sistema avanzato per il recupero delle acque meteoriche. Inoltre, verranno predisposte le opere funzionali alla successiva installazione di impianti fotovoltaici per l’efficientamento energetico dell’area. DOC+ 1
- Sport e comunità: il parco sarà interamente fruibile grazie alla nascita di percorsi naturalistici, aree attrezzate per lo sport all’aperto, spazi ricreativi e un ampio sistema di parcheggi a servizio dell’intero compendio e del quartiere circostante. DOC+ 1
Verso il terzo tassello: stanziato un milione per l’edificio C
A dimostrazione di come la macchina comunale stia spingendo sull’acceleratore della rigenerazione urbana, proprio nei giorni scorsi il Consiglio comunale di Quartu ha approvato una cruciale variazione di bilancio legata all’utilizzo dell’avanzo di amministrazione.
Attraverso questo provvedimento, l’aula ha dato il via libera alla destinazione di un ulteriore milione di euro che verrà interamente vincolato al futuro recupero dell’edificio C. Si tratta del terzo tassello di un mosaico che punta a restituire ai quartesi uno spazio immenso, un tempo sinonimo di fatica, economia e lavoro, e domani destinato a diventare un centro nevralgico di incontro, partecipazione civica e vita comunitaria. Dopo cinquant’anni di buio, le ex Fornaci Picci sono pronte a riaccendere i propri motori, trasformandosi da archeologia del passato a motore del futuro cittadino.