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Cagliari, più vicina la riapertura di Buoncammino: “Sarà uno studentato con area ricettiva”

Giugno 18, 2026 · Paolo Rapeanu

Cagliari, studentato e area ricettiva nel futuro di Buoncammino

Il profilo imponente dell’ex carcere di Buoncammino a Cagliari, che da oltre un secolo domina l’orizzonte della città, si appresta a vivere una metamorfosi epocale. Da simbolo di reclusione, isolamento e sofferenza, la storica fortezza ottocentesca è destinata a trasformarsi in un centro pulsante di vita studentesca, cultura, accoglienza e socialità. L’annuncio della svolta, attesa da oltre un decennio, segna una tappa fondamentale nel percorso di rigenerazione urbana del capoluogo sardo. La riapertura e la restituzione del complesso non sono più soltanto una suggestione o un auspicio politico, ma un progetto concreto che poggia su basi istituzionali solide e condivise.

A confermare l’accelerazione decisiva impressa alle trattative è il sindaco di Cagliari e della Città metropolitana, Massimo Zedda, il quale ha delineato il perimetro di un accordo corale che vede coinvolti i principali attori pubblici nazionali e regionali. La complessità intrinseca della struttura, che si estende su una superficie vastissima nel cuore del centro urbano, ha richiesto un lungo e meticoloso lavoro di mediazione e pianificazione, culminato in una visione strategica unitaria.

“Grazie alla collaborazione tra la Regione, l’Agenzia del Demanio, la Città metropolitana di Cagliari e il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria stiamo proseguendo con la condivisa volontà di riqualificare l’ex carcere prevedendo anche nuove funzioni”, ha dichiarato il primo cittadino, specificando dettagliatamente i tasselli del mosaico che andrà a comporre la nuova identità dell’area: “Archivio di Stato, spazi per studentesse e studenti, ricettivo, socio culturali, didattiche”.

Una sinergia istituzionale per la rinascita

Le parole di Massimo Zedda evidenziano la portata di un’operazione che supera la mera logica del restauro conservativo per abbracciare una vera e propria riconversione identitaria del bene. La chiave del successo dell’operazione risiede proprio nella cooperazione tra i diversi enti coinvolti

Il piano d’azione prevede una frammentazione virtuosa degli immensi spazi interni, originariamente concepiti per la vigilanza e la separazione, al fine di accogliere una pluralità di servizi integrati.

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Il pilastro centrale della riqualificazione sarà rappresentato dalla creazione di uno studentato universitario di ultima generazione. La carenza di alloggi per gli studenti fuori sede è una problematica cronica che affligge il capoluogo sardo, condizionando talvolta l’attrattività dell’Ateneo cagliaritano.

La nascita di residenze moderne all’interno di Buoncammino, integrate da aule studio, laboratori e aree per la didattica, non solo risponderà a un’esigenza sociale impellente, ma inietterà una straordinaria linfa vitale e giovanile nel tessuto storico dei quartieri limitrofi, come Castello e Stampace.