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Quartu S. Elena

L’inferno di fuoco scopre la terra dei rifiuti: a Quartu la ferita di via Italia

Luglio 9, 2026 · Paolo Rapeanu

Quartu, in via Italia la “terra dei rifiuti” svelata dall’incendio

Quartu, in via Italia la “terra dei rifiuti” svelata dall’incendio. C’è un momento preciso in cui la cronaca di un’emergenza si trasforma nello specchio di un malessere sociale più profondo. Quel momento, a Pirri, è scattato all’indomani dell’incendio che ha lambito le abitazioni di via Italia. Quando le fiamme si sono finalmente spente, lasciando dietro di sé l’odore acre della terra bruciata e uno scenario desolante, il fumo non ha sollevato solo cenere, ma ha portato alla luce una verità a lungo nascosta dalle sterpaglie e dall’indifferenza: una vera e propria discarica a cielo aperto nel cuore del centro abitato.

Ieri mattina, un gruppo di cittadini ha deciso che non bastava stare a guardare. Armati di guanti, sacchi resistenti e una dose straordinaria di determinazione, i volontari dell’associazione Cittadinanza Attiva Oikos si sono ritrovati sul posto per bonificare l’area devastata dal rogo. Il bilancio della mattinata è un pugno nello stomaco per la comunità: tra i 6 e i 7 quintali di “aliga” – sporcizia, nel senso più stretto e identitario del termine – sottratti al degrado e avviati al corretto smaltimento.

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Una distesa di vetro e plastica sotto la cenere

«Questo è quello che abbiamo trovato ieri dopo l’incendio in via Italia», spiegano i volontari stanchi ma determinati alla fine della giornata, indicando la montagna di sacchi neri accumulati ai margini della strada. A fare la parte del leone in questo triste inventario del degrado sono state soprattutto le bottiglie. Centinaia, forse migliaia di contenitori di vetro e plastica, abbandonati nel corso di mesi, se non di anni, da passanti incivili e frequentatori notturni.

Il fuoco, nel suo percorso distruttivo, ha agito come un tragico rivelatore. Finché l’erba alta e i canneti coprivano la zona, era facile girare la testa dall’altra parte. Ma una volta ripulito il terreno dalla vegetazione, la realtà si è mostrata in tutta la sua crudezza. Quelle stesse bottiglie, oltre a rappresentare un insulto al decoro urbano, hanno rischiato di trasformarsi in un amplificatore per le fiamme: il vetro, sotto l’effetto dei rami incandescenti, può agire come una lente o esplodere, rendendo ancora più pericoloso il lavoro dei Vigili del Fuoco.

Il ringraziamento della comunità va interamente agli “amici di Cittadinanza Attiva Oikos”, un presidio di civiltà che ancora una volta ha supplito con il proprio tempo libero e le proprie braccia alle carenze civiche di pochi ma rumorosi e impuniti sconsiderati. Senza il loro intervento, quella distesa di rifiuti sarebbe rimasta lì, esposta al vento e pronta a inquinare ulteriormente il suolo.