Cagliari NewsPROTOTIPO v0

Cagliari | Ultime notizie ed eventi da Cagliari

Primo piano

Operazione “Stop Fumi Tossici a Selargius”: sigilli alla mega discarica abusiva

Luglio 10, 2026 · Cristian Melis

Discarica abusiva a Selargius

Operazione “Stop Fumi Tossici a Selargius” della Forestale

L’aria insalubre della notte lascia spazio alla legalità. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari ha coordinato una complessa attività investigativa che smantella un pericoloso business illecito nel cuore dell’hinterland cagliaritano. Nella giornata odierna, il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, insieme alla Polizia Locale di Selargius, ha eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del Tribunale di Cagliari, liberando il territorio da una bomba ecologica a cielo aperto.

Il blitz a Su Pezzu Mannu

L’intervento sul campo ha visto l’impiego di ben 40 unità, tra agenti del Corpo Forestale del Servizio Territoriale di Cagliari e operatori della Polizia Locale di Selargius. Le forze dell’ordine hanno cinturato e posto sotto sigilli un’area di ben 8000 metri quadrati in località Su Pezzu Mannu, a ridosso dell’isola ecologica comunale.

Oltre al terreno adibito a discarica abusiva, il provvedimento dell’autorità giudiziaria ha colpito tre automezzi utilizzati per il trasporto e la gestione illecita dei materiali. Quattro persone affrontano ora una denuncia a piede libero. I reati contestati, a vario titolo, vanno dalla realizzazione e gestione di discarica abusiva fino alla combustione illecita di rifiuti, un reato grave che il codice penale punisce con la reclusione fino a cinque anni.

Le proteste dei cittadini e l’allarme diossina

L’intera indagine, condotta operativamente dalla Stazione Forestale di Sinnai, nasce dall’esasperazione della cittadinanza. Da molti mesi, i residenti dei comuni di Selargius, Monserrato e Cagliari presentavano esposti e denunce per via di miasmi insopportabili e dense colonne di fumo che appestavano l’aria, specialmente durante le ore notturne.

I roghi, che si ripetevano con una frequenza costante di una o due volte alla settimana, spaventavano la popolazione per i gravissimi rischi sanitari legati alla dispersione di sostanze tossiche e diossine, generate proprio dal fuoco appiccato alle materie plastiche. L’allarme sociale ha investito direttamente anche la Prefettura di Cagliari, che ha sollecitato interventi mirati per fermare l’emergenza ambientale.

Il trucco delle targhe e il cane sentinella

I monitoraggi, eseguiti tramite pedinamenti, appostamenti tradizionali e sofisticati sistemi di videosorveglianza occulta, hanno svelato un meccanismo criminale ben oliato e astuto. Gli indagati prelevavano i rifiuti da ditte private e da civili, li accumulavano a Su Pezzu Mannu e poi separavano i materiali di valore, come i metalli ferrosi da rivendere. Infine, bruciavano i resti inutilizzabili nelle aree più isolate.

Per evitare i controlli e nascondere l’attività, l’organizzazione utilizzava furgoni con targhe coperte o camuffate. Tra i mezzi sequestrati spicca persino un veicolo speciale modificato. Un semplice pianale motorizzato, totalmente privo di carrozzeria o di elementi seriali che potessero ricondurre ai proprietari. Gli indagati avevano persino installato telecamere di sicurezza nei punti di accesso alla zona e addestrato un cane con funzioni di sentinella, pronto ad abbaiare per segnalare l’arrivo delle pattuglie.

Le indagini continuano

Il lavoro della Magistratura e della Forestale non si ferma con i sigilli di oggi. Gli inquirenti mantengono i riflettori accesi sul caso per individuare ulteriori complici o figure di supporto. Sotto la lente d’ingrandimento della Procura di Cagliari c’è anche il possibile e drammatico impiego di minorenni nelle operazioni di raccolta e accensione dei roghi tossici.

L’appello delle istituzioni alla cittadinanza

Il Corpo Forestale lancia un monito chiaro a tutte le imprese e ai cittadini del territorio: evitate assolutamente di consegnare scarti o vecchi oggetti a svuotacantine e trasportatori improvvisati. Affidarsi a soggetti non autorizzati alimenta direttamente i roghi della notte e distrugge la salute pubblica. Molti dei soggetti denunciati si giustificavano mostrando finte autorizzazioni per il trasporto di ferro. Tali permessi personali non consentono in nessun modo la gestione o il ritiro di materiali conto terzi.