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Cronaca

L’isola di fuoco, 45 gradi: la Sardegna si barrica contro l’afa sahariana

Luglio 13, 2026 · Paolo Rapeanu

45 gradi, allerta rossa per 4 giorni sulla Sardegna

La Sardegna si prepara a vivere una delle settimane più torride degli ultimi anni con picchi di 45 gradi. Il Centro Funzionale Decentrato della Protezione Civile – Settore Meteo dell’ARPAS (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Sardegna) ha infatti appena emesso, in data odierna 13 luglio 2026, un bollettino ufficiale di allerta straordinaria per “Ondata di calore e alte temperature”. L’avviso fotografa una situazione sinottica di eccezionale gravità climatica che colpirà l’intera isola a partire dalle prime ore di domani, martedì 14 luglio, protraendosi ininterrottamente fino alla serata di venerdì 17 luglio.

Le proiezioni dei modelli matematici non lasciano spazio a dubbi: le temperature massime saranno diffusamente superiori ai 37 °C su tutto il territorio regionale. Ma è nelle pianure e nelle valli interne che la situazione assumerà contorni di vera e propria emergenza. Secondo il comunicato ufficiale dell’ARPAS, in queste aree le colonnine di mercurio oscilleranno regolarmente tra i 40 °C e i 43 °C, con picchi locali estremi pronti a sfondare il muro dei 45 °C. Gli epicentri di questa devastante ondata di calore sono già stati individuati con precisione millimetrica dal comparto previsionale: si tratta della Valle di Ottana, della sub-regione storica del Logudoro e della vasta pianura del Campidano.

Sulla Sardegna aria rovente dal deserto algerino

La causa tecnica ed evolutiva di questa imponente ondata di calore risiede nella configurazione barica che si sta consolidando sul bacino del Mediterraneo occidentale. Gli esperti dell’ARPAS spiegano che un poderoso promontorio anticiclonico di origine subtropicale continentale si sta allungando progressivamente dal Nord Africa verso l’Europa centro-meridionale. Questo immenso sistema di alta pressione funge da vero e proprio nastro trasportatore, favorendo l’avvezione di masse d’aria estremamente calde e secche provenienti direttamente dal cuore del deserto algerino.

Un dettaglio tecnico di cruciale importanza evidenziato dai meteorologi riguarda lo spostamento verso nord dell’asse del promontorio. Questo movimento geometrico e strutturale dell’atmosfera determinerà, a partire dalle ore 09:00 di martedì 14 luglio, l’afflusso diretto sulla Sardegna di isoterme eccezionali. Parliamo di temperature comprese nell’intervallo tra i 26 °C e i 30 °C alla quota barica convenzionale di 850 hPa, che corrisponde a circa 1550 metri sopra il livello del mare.

Un valore simile a una tale altitudine rappresenta un’anomalia climatica spaventosa, che una volta trasferita al suolo per compressione adiabatica darà origine ai picchi estremi attesi nelle valli interne. Il flusso caldo e soffocante è destinato a stazionare stabilmente sull’isola almeno fino alle 18:00 di venerdì 17 luglio, garantendo quasi novanta ore consecutive di caldo ininterrotto e opprimente.

Territori sotto assedio: Ottana, Logudoro e Campidano in prima linea

La complessa geografia della Sardegna amplificherà ulteriormente gli effetti dell’anticiclone. La Valle di Ottana, situata nel cuore geografico dell’isola e caratterizzata da una conformazione a conca, sperimenterà tassi di surriscaldamento del suolo rapidissimi. In questa zona, la quasi totale assenza di ventilazione marina e la natura del terreno favoriranno il superamento dei 45 °C nelle ore centrali della giornata, trasformando l’area in un catino bollente.

Scenario analogo si profila per il Logudoro, nel nord-ovest dell’isola, dove l’effetto combinato della scarsa umidità e delle correnti subsidenti (l’aria che scende dall’alto verso il basso comprimendosi) scalderà ulteriormente l’atmosfera a bassa quota. Non sarà da meno il Campidano, la pianura più estesa della Sardegna, che si allunga dal Golfo di Cagliari a quello di Oristano.

Qui il caldo sarà intenso e prolungato, con minime notturne che faranno molta fatica a scendere sotto i 28-30 °C, innescando le famigerate “notti tropicali”. La persistenza del fenomeno per quattro giorni consecutivi saturerà termicamente gli edifici storici e moderni, azzerando il comfort termico sia di giorno sia di notte e creando condizioni di forte stress biologico per la popolazione locale.

Allarme per la salute pubblica: le raccomandazioni delle autorità

Di fronte a uno scenario meteorologico di questa portata, le autorità sanitarie e la Protezione Civile hanno attivato immediatamente i protocolli di emergenza previsti per le ondate di calore estreme. Il pericolo principale è rappresentato dai colpi di calore e dai gravissimi rischi di disidratazione, pericoli che minacciano in particolar modo i soggetti fragili, gli anziani, i bambini piccoli e i malati cronici affetti da patologie cardiovascolari o respiratorie.

I medici raccomandano tassativamente di non uscire di casa nelle ore di picco dell’insolazione, specificamente tra le 11:00 e le 18:00. Viene consigliato di consumare pasti leggeri a base di frutta e verdura fresche, di bere almeno due litri di acqua al giorno evitando tassativamente bevande alcoliche, gassate o eccessivamente zuccherate, e di limitare al minimo indispensabile qualsiasi attività fisica o sforzo all’aperto. Nei centri urbani principali, i sindaci stanno già valutando l’apertura di sale climatizzate pubbliche per accogliere i cittadini residenti che non dispongono di impianti di refrigerazione domestica.

Agricoltura in ginocchio e rischio incendi al massimo livello

Oltre ai rischi diretti per la salute umana, l’allerta emessa dai meteorologi Delitala e Smorlesi solleva enormi preoccupazioni per il comparto agricolo e per l’intero ecosistema forestale della Sardegna. Il combinato disposto di temperature superiori ai 43-45 °C e tassi di umidità relativa che scenderanno a cifre infinitesimali sottoporrà le colture a uno stress idrico senza precedenti. I vigneti, gli oliveti e i pascoli delle zone interne rischiano danni irreversibili se non supportati da repentine irrigazioni di soccorso, laddove le riserve idriche regionali lo consentano.

Ma lo spettro più spaventoso che aleggia sull’isola in concomitanza con questa ondata di calore subtropicale è, come sempre, quello degli incendi boschivi. Il terreno vegetale e la macchia mediterranea, già ampiamente provati dal sole estivo, diventeranno in poche ore vero e proprio combustibile altamente infiammabile. La Protezione Civile regionale ha intensificato i turni di guardia e preallertato le basi flotta degli elicotteri regionali e dei Canadair dislocati nei punti strategici dell’isola. L’invito alla cittadinanza è alla massima responsabilità e vigilanza: qualsiasi fumo o principio d’incendio anche minimo deve essere immediatamente segnalato alle autorità competenti tramite i numeri di emergenza.