Cagliari NewsPROTOTIPO v0

Cagliari | Ultime notizie ed eventi da Cagliari

Area vasta

Coppia di Capoterra accampata 6 giorni alla periferia di Roma: “Qui per il concerto di Ultimo”

Luglio 2, 2026 · Paolo Rapeanu

Sei giorni in tenda per un sogno: la storia di Michela e Alberto, i primi sardi a Tor Vergata per Ultimo

Coppia di Capoterra accampata sei giorni a Roma: “Qui per Ultimo”. Mancano ancora molte ore al momento in cui le luci del palco si accenderanno, ma alla periferia di Roma l’atmosfera è già quella delle grandi occasioni. Tra il cemento e le aree verdi di Tor Vergata, una macchia colorata di tende da campeggio cresce di ora in ora. In prima fila, fieri del loro primato e con il sorriso di chi sta compiendo un’impresa memorabile, ci sono Michela e Alberto. Arrivano da Capoterra, in provincia di Cagliari, e sono i primi sardi ad aver piantato i picchetti nel terreno romano, ben sei giorni prima del fischio d’inizio. Il motivo di questo sacrificio? Uno solo: il concerto di Ultimo.

La loro non è semplicemente l’attesa di uno spettacolo musicale, ma una vera e propria prova di devozione artistica che racconta molto del legame viscerale che il cantautore romano riesce a stringere con il suo pubblico.

Una logistica perfetta: “Non ci manca nulla”

Accamparsi per quasi una settimana alla periferia di una metropoli come Roma richiede spirito di adattamento, ma anche una pianificazione rigorosa. Michela e Alberto non si sono fatti trovare impreparati. Davanti alla loro tenda, che è diventata una sorta di “ambasciata sarda” nel cuore di Tor Vergata, c’è tutto il necessario per sopravvivere alla routine quotidiana e al caldo estivo.

“Ci siamo organizzati nei minimi dettagli”, raccontano i due giovani di Capoterra a Cagliari News. “Non ci manca nulla: abbiamo le scorte alimentari, i sistemi per ricaricare i telefoni e tanta determinazione. L’obbiettivo è uno solo, goderci Ultimo sabato sera”.

Le giornate sotto il sole romano passano tra lunghe chiacchierate con gli altri fan che via via si uniscono alla tendopoli, scambi di opinioni sulle scalette delle canzoni e momenti di inevitabile stanchezza, prontamente superati intonando i brani più celebri dell’artista. La solidarietà che si crea in questi contesti trasforma un potenziale disagio in un’esperienza collettiva indimenticabile.