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Assemini, truffatori in azione: “Chiedono soldi per il comitato di Santa Lucia”

Giugno 24, 2026 · Paolo Rapeanu

Un allarme chiaro, forte e che non lascia spazio a interpretazioni. Ad Assemini si aggira lo spettro della truffa, e a farne le spese rischia di essere non solo la generosità dei cittadini, ma anche il buon nome di una delle realtà più radicate e rispettate del territorio. Il comitato di Santa Lucia ha deciso di rompere il silenzio e di intervenire pubblicamente per denunciare un episodio gravissimo che si sta verificando nelle ultime ore tra le strade del paese e, in particolare, nei luoghi di culto.

Quattro persone, due uomini e due donne, si stanno aggirando per le vie del centro abitato e, con insistenza, nei pressi del sagrato della chiesa, fermando i passanti e i fedeli per chiedere donazioni in denaro. Il pretesto utilizzato per convincere i cittadini a mettere mano al portafoglio è nobile: raccogliere fondi a nome e per conto del comitato di Santa Lucia. Peccato, però, che l’associazione organizzatrice della storica festa non ne sappia assolutamente nulla e che i quattro individui in questione non abbiano alcun legame con il gruppo ufficiale.

La smentita ufficiale e i dettagli della questua legittima

“Siamo venuti a conoscenza del fatto che quattro persone, nello specifico due uomini e due donne, stanno girando per il paese e soprattutto nei pressi del sagrato chiedendo dei soldi a nome del comitato di Santa Lucia”, spiegano i portavoce dell’associazione con una nota ufficiale che mescola preoccupazione e fermezza.

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Assemini, truffatori in azione per spillare soldi

Il comitato ci tiene a ristabilire immediatamente la verità cronologica e organizzativa dei fatti, fornendo ai cittadini gli elementi necessari per smascherare i malintenzionati.

“Ci teniamo a sottolineare che la nostra questua si è conclusa definitivamente nel mese di febbraio. Tutto il percorso di raccolta fondi si è svolto alla luce del sole, seguendo scrupolosamente i canali ufficiali e le normative vigenti, avendo ottenuto preventivamente il permesso sia della locale stazione dei carabinieri sia del nostro parroco”.