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“Male il Capodanno diffuso a Cagliari, impietoso il confronto con il concerto di Blanco”

Gennaio 4, 2026 · Cristian Melis

Capodanno a Cagliari: critiche al modello diffuso

Il Capodanno a Cagliari continua a dividere il mondo politico e imprenditoriale anche a eventi conclusi. Il modello diffuso, rivendicato dall’amministrazione comunale come una scelta vincente, incassa critiche pesanti da esponenti dell’opposizione e da chi opera nel settore turistico. Al centro della discussione finiscono i numeri delle presenze, l’impatto economico e l’idea di città che emerge dalle scelte adottate.

Le parole di Nando Secchi

Nando Secchi, anima di Anima Sardegna, attacca frontalmente l’impostazione del Capodanno 2025:
Capodanno diffuso a Cagliari: una scelta che mortifica il capoluogo e le sue imprese!”.
Secondo Secchi, dietro i dati presentati come un successo si nasconde “una visione miope che ha penalizzato Cagliari e le sue attività produttive”. L’esponente politico sottolinea come la stessa artista si fosse già esibita a Nuoro l’anno precedente con risultati analoghi e con un budget più contenuto: “Stessa artista, stesso risultato, zero attrattività”.

Nessuna ricaduta per il sistema turistico

Secchi insiste soprattutto sull’assenza di una strategia turistica strutturata. “Alberghi e operatori extra-alberghieri sono stati completamente ignorati”, afferma, rimarcando la mancanza di pacchetti e iniziative capaci di trasformare il Capodanno in un’opportunità di lavoro. A suo giudizio, il capoluogo ha rinunciato a un ruolo da protagonista: “Cagliari meritava un Capodanno che fosse motore di sviluppo, non un compromesso”.

L’intervento di Roberto Mura

Alle critiche si unisce Roberto Mura di Alleanza Sardegna, che punta il dito contro la gestione delle risorse pubbliche:
La giunta Zedda non solo ha investito meno rispetto ad altri comuni sardi, ma – a parità di risorse – ha anche investito peggio”.
Per Mura, il Capodanno Cagliari rappresenta uno strumento chiave di sviluppo economico, capace di far lavorare le imprese locali e rafforzare l’immagine della città.

Il nodo delle presenze

Mura mette in discussione anche i dati ufficiali: “La maggioranza parla di 20.000 presenze, ma il dato non regge a una verifica seria”. Il riferimento va al Largo Carlo Felice, che ha una capienza stimata di circa 10.000 persone. “Le immagini diffuse mostrano chiaramente che l’area non era affatto piena”, aggiunge, citando il confronto con il Capodanno con Blanco.

Una scelta politica sotto accusa

Entrambi gli esponenti concordano su un punto: non si tratta di spendere di più, ma di spendere meglio. “È una questione di visione, programmazione e capacità di usare bene le risorse pubbliche”, conclude Mura. Il modello diffuso, secondo i critici, racconta una rinuncia più che un progetto. Una rinuncia che, come sottolinea Secchi, lascia indietro imprese, lavoratori e l’ambizione di una Cagliari davvero competitiva.