Addio al relitto del Poetto, mare tutto libero a Cagliari dopo 5 mesi di “cantiere”
Il Poetto si riprende la sua spiaggia, rimosso il relitto della barca a vela “Nydia” dalla Prima Fermata
Il Poetto si riprende la sua spiaggia, rimosso il relitto della barca a vela “Nydia” dalla Prima Fermata. Un sospiro di sollievo lungo otto chilometri, quanti ne conta la spiaggia dei Centomila del Poetto di Cagliari.
Si sono concluse ufficialmente le operazioni di rimozione della “Nydia”, la barca a vela che da settimane si trovava arenata alla Prima Fermata.
Un “corpo estraneo” che aveva trasformato un tratto della spiaggia urbana più amata dai sardi in un insolito cantiere a cielo aperto, sollevando non poche preoccupazioni tra i frequentatori abituali, gli ambientalisti e le autorità locali.
Il bagnasciuga, rimasto parzialmente interdetto al pubblico per ragioni di sicurezza e per consentire le manovre dei mezzi pesanti, è da oggi nuovamente e interamente accessibile a cittadini e turisti. La fine di un incubo ambientale e un ritorno alla normalità che restituisce decoro a uno degli scorci più iconici del capoluogo sardo.
Un’operazione chirurgica a difesa dell’ambiente
Il recupero della “Nydia” non è stato una semplice rimozione meccanica, ma un vero e proprio intervento di precisione chirurgica.
La zona della Prima Fermata è infatti caratterizzata da un ecosistema costiero fragile, dove la sabbia finissima si sposa con la presenza, poco più al largo, di importanti praterie di Posidonia oceanica, una pianta marina fondamentale per la protezione delle coste dall’erosione e per la biodiversità del Golfo degli Angeli.
Il timore principale dei tecnici e della Guardia Costiera era legato al rischio di sversamenti di idrocarburi, oli motore o altre sostanze inquinanti ancora presenti a bordo del natante, oltre al potenziale danneggiamento del fondale dovuto al trascinamento dello scafo. Per questa ragione, il piano d’azione è stato studiato nei minimi dettagli nei giorni precedenti, coordinato dalla Capitaneria di Porto in sinergia con i tecnici del Comune di Cagliari e gli esperti della Protezione Civile e dell’Arpas (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Sardegna).
Le manovre, iniziate alle prime luci dell’alba di ieri, si sono svolte senza alcun imprevisto. Prima di procedere al sollevamento e al rimorchio della barca, i tecnici hanno provveduto a un ulteriore monitoraggio dello scafo per verificarne l’integrità strutturale.
Successivamente, l’imbarcazione è stata agganciata e sollevata grazie all’impiego di mezzi speciali. L’assenza di vento forte e il mare calmo hanno indubbiamente agevolato il lavoro degli operatori, scongiurando il rischio che lo scafo potesse aprirsi o subire ulteriori danni durante lo spostamento.
Il destino della “Nydia” e la tutela delle casse comunali
Una volta rimossa dall’arenile, la “Nydia” ha intrapreso il suo ultimo viaggio.
L’imbarcazione è stata trasferita presso un impianto autorizzato e specializzato nel trattamento di rifiuti speciali.
Lì avverranno le successive fasi di smaltimento, bonifica e riciclo dei materiali recuperabili (come la vetroresina e le componenti metalliche).
Se l’emergenza ambientale può dirsi brillantemente superata, resta aperta la questione economica e burocratica.
Le operazioni di rimozione, trasporto e smaltimento di un’imbarcazione arenata comportano costi notevoli, che spesso rischiano di gravare sulle spalle della collettività. In questo caso, per accelerare i tempi ed evitare che le mareggiate estive potessero peggiorare la situazione della “Nydia”, rendendone il recupero ancora più complesso e oneroso, il Comune di Cagliari ha scelto di agire in via sostitutiva.
L’amministrazione comunale ha infatti anticipato i fondi necessari per finanziare l’intero intervento.
Tuttavia, dagli uffici di Palazzo Bacaredda fanno sapere che non ci sarà alcun danno per le tasche dei contribuenti: le spese complessive saranno interamente ed esplicitamente addebitate alla proprietà della barca a vela.
Le procedure per la rivalsa e la riscossione delle somme anticipate già avviate dagli uffici legali del Comune.
Il ritorno alla normalità e il plauso delle istituzioni
Già dal pomeriggio di ieri gli operai comunali hanno provveduto a livellare la sabbia e a rimuovere le recinzioni di cantiere.
La spiaggia è tornata immediatamente a riempirsi di bagnanti, desiderosi di riappropriarsi di uno dei tratti storicamente più frequentati del Poetto.
Soddisfazione è stata espressa dai vertici dell’amministrazione comunale e dai rappresentanti dei balneari, che temevano ripercussioni negative sull’immagine della spiaggia all’inizio della stagione turistica.
“La rapidità e l’efficacia di questo intervento dimostrano che la tutela del nostro patrimonio naturale è una priorità assoluta”, si legge in una nota congiunta.
“Ringraziamo la Capitaneria di Porto, i tecnici e tutte le forze dell’ordine coinvolte per aver operato con una professionalità esemplare, restituendo ai cagliaritani la loro spiaggia in condizioni perfette”.
Il caso della “Nydia” si chiude nel migliore dei modi: una storia di buona amministrazione che lascia dietro di sé il ricordo di qualche fotografia.