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Cagliari, ritrova l’auto rubata dai ladri: “Ridatemi il pc coi ricordi di tutta la mia vita”

Ottobre 9, 2025 · Paolo Rapeanu

Macchina rubata e ritrovata a Cagliari, all’appello manca solo un vecchio computer portatile: “Dentro c’è tutta la mia vita”

C’è una Cagliari paralizzata dai cantieri, una città arrabbiata, impaziente, soffocata da disagi e polemiche. Ma c’è anche un’altra Cagliari, più silenziosa, fatta di persone che nonostante tutto continuano a credere nella forza dell’umanità, nel valore del perdono e nel potere della parola. È questa la Cagliari che emerge dall’appello fatto da Francesco Todde, fisioterapista 54enne, derubato pochi giorni fa dell’auto, dei soldi, dei documenti, di un computer e – soprattutto – di qualcosa che non ha prezzo: le memorie della sua famiglia.

La macchina, dopo varie peripezie, l’ha ritrovata: “L’avevano portata a Elmas per cercare di smontarla, non ci sono riusciti e l’hanno lasciata nel rione cagliaritano di Sant’Elia. Ho recuperato già i documenti”, spiega a Cagliari News il dottore. Che lancia un unico appello, senza utilizzare toni alti o “arrabbiati” che, in casi simili, sarebbero decisamente comprensibili.

Il buon cuore del medico: “Non cerco vendetta o litigi, solo il mio caro e vecchio pc”

Non cerca vendetta, non punta il dito. Piuttosto, racconta. Racconta la sua vita, le sue radici, l’orgoglio di essere figlio di minatori che hanno sempre lavorato onestamente. Racconta di come nulla di materiale possa davvero abbatterlo: “Ogni cosa rubata non può crearmi nessun problema, perché so lavorare e ricostruire”. Ma tra tutto ciò che mi è stato portato via, c’è qualcosa che brucia più di ogni altra cosa: le fotografie della madre scomparsa, i ricordi familiari contenuti in una chiavetta, i documenti universitari. “Il computer non vale nulla – dice – ma lì dentro c’erano i miei affetti più preziosi”.

Non si ferma qui. Francesco Todde racconta chi è: “Un uomo che lavora ogni giorno, anche 14 ore, che fa beneficenza in silenzio, che ha adottato un bambino, che aiuta canili e associazioni, che distribuisce cibo a chi ha bisogno. “Non ti giudico, non so cosa ti abbia spinto a fare questo. Ma ti chiedo un gesto di lucidità: ridammi almeno quelle memorie. Ti sto dando una possibilità”.

Un appello che restituisce dignità a un episodio che avrebbe potuto trasformarsi solo in rabbia o sfogo. Invece diventa testimonianza di resilienza e umanità, in una città che ogni giorno lotta tra cantieri, disservizi e difficoltà quotidiane.

La sua voce emerge come una delle poche capaci di rompere il muro dell’indifferenza. E mentre le polemiche sui lavori in via Roma e sui disagi urbani infiammano il dibattito politico, la storia di Todde ci ricorda che esiste un’altra priorità: quella di non perdere la memoria, i legami, la possibilità di perdonare. “Questo è il mio sorriso – conclude – non posto una faccia arrabbiata. Ti sto dando una possibilità”. Una frase semplice, che suona come una lezione. E in un momento in cui Cagliari sembra aver smarrito il senso della direzione, forse è proprio da qui che si può ripartire.