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Cagliari, Marina “ripulita” dalla malamovida e i ragazzi scrivono cartelli contro la violenza

Ottobre 26, 2025 · Paolo Rapeanu

Cagliari, la Marina si rialza dopo la violenza: piazze più sicure e giovani protagonisti del cambiamento

A una settimana dal drammatico accoltellamento tra due minorenni di appena quindici anni, il quartiere Marina ha mostrato ieri sera un volto completamente diverso. L’area, spesso teatro della cosiddetta “malamovida”, è stata attraversata da un’aria di rinnovata serenità e controllo.

Decisiva, come sottolineano residenti e commercianti, è stata la presenza capillare delle forze dell’ordine: polizia e carabinieri hanno pattugliato con costanza le strade e le piazze principali, garantendo una serata tranquilla e senza eccessi.

Dalle 15 alle 21, solo una cinquantina di ragazzi si sono ritrovati nei luoghi più frequentati del quartiere, perlopiù in piccoli gruppi e in condizioni di sobrietà. Un dato che segna una svolta rispetto alle notti di caos e degrado che spesso hanno animato la Marina.

In questo nuovo clima, gli operatori di strada dell’associazione IFOS, guidati dallo psicologo Luca Pisano, hanno promosso un’iniziativa di riflessione e confronto con i giovani.

L’obbiettivo: trasformare la paura e la rabbia in parole, pensieri e consapevolezza. Su grandi cartelloni bianchi, collocati tra piazza Sant’Eulalia, via Sicilia e via Napoli, i ragazzi hanno potuto lasciare messaggi anonimi sotto la scritta “Fai sentire la tua voce”.

I pensieri emersi raccontano un desiderio di cambiamento e di responsabilità: “Basta girare armati, poteva scapparci il morto per una ragazzata!”, scrive qualcuno. Un altro aggiunge: “Hai perso nel momento stesso in cui hai tirato fuori il coltello”. E ancora: “I problemi si risolvono parlandone, non con le lame”.

Tra le frasi compare anche una riflessione più complessa: “Se provochi, è normale che poi reagiscono… ma non così!”, segno di una consapevolezza ancora in costruzione, ma che testimonia la voglia di capire e di crescere. L’iniziativa, accolta con favore dagli abitanti, rappresenta un primo passo verso la riappropriazione del quartiere da parte della comunità.

“Vedere i ragazzi fermarsi a scrivere, a discutere, è il segno che qualcosa si sta muovendo – commenta un commerciante di via Napoli –. Speriamo che non sia solo una parentesi, ma l’inizio di una nuova normalità per la Marina”.

Il messaggio che arriva da Cagliari è chiaro: il cambiamento parte dal dialogo, e anche dopo la violenza, c’è sempre spazio per la rinascita.