Cagliari, raffica di corsie ciclabili dal centro alla periferia: “effetto piscina” con le piogge
Un reticolo di linee bianche che si allunga, quartiere dopo quartiere, con l’ambizione di trasformare il capoluogo sardo in una capitale della mobilità sostenibile. Da un lato la transizione ecologica, dall’altro la dura realtà dell’asfalto cittadino.
A Cagliari la convivenza tra automobilisti e ciclisti non è mai stata semplice, ma negli ultimi mesi il dibattito si è infiammato a causa di una vera e propria raffica di nuove corsie ciclabili che hanno ridisegnato la viabilità dal centro storico fino alla periferia. Un’accelerazione sul fronte dei lavori pubblici che, se da un lato incassa il plauso delle associazioni ambientaliste, dall’altro deve fare i conti con i pesanti disagi lamentati dai residenti e dai pendolari, costretti a fare i conti con carreggiate improvvisamente dimezzate e, soprattutto, con le insidie del maltempo.
Il nodo della questione è emerso con tutta la sua evidenza durante gli ultimi temporali. È bastato un rovescio di media intensità per trasformare i nuovi percorsi dedicati alle due ruote in una serie di canali di scolo, dando vita a quello che i cittadini hanno già ribattezzato l'”effetto piscina”. Nei punti in cui la pendenza del terreno non è regolare o dove la manutenzione del manto stradale mostra i segni del tempo, l’acqua piovana si accumula rapidamente a ridosso dei cordoli e delle linee di demarcazione, creando vaste pozzanghere che nascondono insidie profonde.
La mappa dei disagi: da via Tuveri a via Cornalias
I cantieri hanno toccato contemporaneamente diverse arterie nevralgiche della città, unendo idealmente zone centrali e quartieri ad alta densità abitativa. Tra i punti più critici segnalati dagli automobilisti ci sono via Tuveri, via Cornalias e l’area di via Trentino, tre snodi cruciali per il traffico cagliaritano.
- Via Tuveri: A pochi passi dal tribunale e dai principali uffici pubblici, questa strada ha visto sacrificare una parte importante della carreggiata per far spazio alla corsia ciclabile. Il risultato? Nelle ore di punta il traffico scorre a passo d’uomo e lo spazio di manovra per i mezzi di soccorso si è ridotto ai minimi termini.
- Via Cornalias: Nel cuore del quartiere di Is Mirrionis, la situazione appare persino più complessa. Qui la ciclabile arriva in una zona caratterizzata da un forte flusso di auto e pullman del trasporto pubblico. Con l’arrivo delle piogge, le pendenze non uniformi del terreno si trasformano in qualcosa di tanto simile a catini
- Area di via Trentino: La vicinanza con i poli universitari fa di quest’area un bacino naturale per la mobilità dolce. Tuttavia, pesano le strade strette e i parcheggi, non infiniti.
Il pericolo nascosto: acquaplaning e asfalto irregolare nelle corsie ciclabili di Cagliari
Ciò che preoccupa maggiormente non è solo il rallentamento del traffico, ma l’effettiva incolumità di chi si mette alla guida. Le strade più strette riducono drasticamente i margini di errore: se un’auto si trova improvvisamente di fronte a una grossa pozzanghera, lo spazio per scartarla senza invadere la corsia opposta o quella ciclabile è praticamente inesistente.
Nelle zone in cui il terreno presenta dislivelli e irregolarità, il fenomeno dell’acquaplaning diventa un rischio concreto anche a velocità moderate. Quando lo pneumatico perde aderenza a causa dello strato d’acqua accumulato sul fondo non livellato, il conducente perde il controllo del veicolo. Il pericolo raddoppia per i motociclisti e per gli stessi ciclisti, i quali, spesso ingannati dallo specchio d’acqua che copre buche profonde e tombini sconnessi, rischiano rovinose cadute.