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Cagliari, soldati israeliani in arrivo all’aeroporto: “La Sardegna sarà la loro colonia turistica”

Maggio 27, 2026 · Paolo Rapeanu

Soldati israeliani in arrivo all’aeroporto di Cagliari, è polemica

Un insolito traffico aereo previsto per la giornata di domani, 28 maggio, accende i riflettori sullo scalo di Cagliari-Elmas e scatena un’accesa polemica politica e sociale sull’isola.

Secondo quanto si apprende dai tabelloni aeroportuali e dalle segnalazioni delle ultime ore, sono infatti quattro i voli diretti in arrivo da Tel Aviv.

Il primo atterraggio è programmato per le ore 8.45, seguito da un secondo arrivo alle 11.35, un terzo alle 12.50 e l’ultimo della serie alle 14.30. La concentrazione di ben quattro collegamenti charter in una sola mezza giornata ha immediatamente attirato l’attenzione degli osservatori e dei movimenti locali, trasformando un normale movimento passeggeri in un caso diplomatico e mediatico che sta dividendo l’opinione pubblica sarda.

A sollevare il velo sulla vicenda, sollevando forti preoccupazioni, è stato il gruppo “Sardegna Palestina”, che attraverso i propri canali social e comunicati stampa ha denunciato l’arrivo massiccio di passeggeri israeliani, descritti dall’organizzazione come soldati in licenza o riservisti dell’esercito di Tel Aviv. La sigla attivista ha espresso una netta contrarietà all’iniziativa, parlando apertamente del rischio che la Sardegna possa trasformarsi in una sorta di nuova “colonia turistica” per i militari israeliani.

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Secondo gli esponenti del movimento, l’Isola non dovrebbe offrire ospitalità o logistica a chi è coinvolto nei conflitti mediorientali, manifestando il timore, espresso anche con toni fortemente sarcastici e preoccupati da diversi commentatori della rete, che questi flussi possano stabilizzarsi nel tempo o rappresentare una presenza ingombrante sul territorio, tracciando parallelismi con le storiche e contestate servitù militari già presenti in Sardegna o con le complesse dinamiche geopolitiche del bacino del Mediterraneo.

La polemica non ha risparmiato i vertici della politica regionale, investendo direttamente la presidenza della Regione Sardegna.