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Cagliari

Cagliari, più vicina la riapertura di Buoncammino: “Sarà uno studentato con area ricettiva”

Incontro sul Piano Città, il sindaco Zedda annuncia il futuro dell'ex carcere. Spazi anche "per l'Archivio di Stato e attività socio culturali"

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Cagliari, studentato e area ricettiva nel futuro di Buoncammino

Il profilo imponente dell’ex carcere di Buoncammino a Cagliari, che da oltre un secolo domina l’orizzonte della città, si appresta a vivere una metamorfosi epocale. Da simbolo di reclusione, isolamento e sofferenza, la storica fortezza ottocentesca è destinata a trasformarsi in un centro pulsante di vita studentesca, cultura, accoglienza e socialità. L’annuncio della svolta, attesa da oltre un decennio, segna una tappa fondamentale nel percorso di rigenerazione urbana del capoluogo sardo. La riapertura e la restituzione del complesso non sono più soltanto una suggestione o un auspicio politico, ma un progetto concreto che poggia su basi istituzionali solide e condivise.

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A confermare l’accelerazione decisiva impressa alle trattative è il sindaco di Cagliari e della Città metropolitana, Massimo Zedda, il quale ha delineato il perimetro di un accordo corale che vede coinvolti i principali attori pubblici nazionali e regionali. La complessità intrinseca della struttura, che si estende su una superficie vastissima nel cuore del centro urbano, ha richiesto un lungo e meticoloso lavoro di mediazione e pianificazione, culminato in una visione strategica unitaria.

“Grazie alla collaborazione tra la Regione, l’Agenzia del Demanio, la Città metropolitana di Cagliari e il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria stiamo proseguendo con la condivisa volontà di riqualificare l’ex carcere prevedendo anche nuove funzioni”, ha dichiarato il primo cittadino, specificando dettagliatamente i tasselli del mosaico che andrà a comporre la nuova identità dell’area: “Archivio di Stato, spazi per studentesse e studenti, ricettivo, socio culturali, didattiche”.

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Una sinergia istituzionale per la rinascita

Le parole di Massimo Zedda evidenziano la portata di un’operazione che supera la mera logica del restauro conservativo per abbracciare una vera e propria riconversione identitaria del bene. La chiave del successo dell’operazione risiede proprio nella cooperazione tra i diversi enti coinvolti

Il piano d’azione prevede una frammentazione virtuosa degli immensi spazi interni, originariamente concepiti per la vigilanza e la separazione, al fine di accogliere una pluralità di servizi integrati.

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LEGGI ANCHE: Cagliari, nuova vita per l’ex Carcere di Buoncammino: firmato il Piano città

Il pilastro centrale della riqualificazione sarà rappresentato dalla creazione di uno studentato universitario di ultima generazione. La carenza di alloggi per gli studenti fuori sede è una problematica cronica che affligge il capoluogo sardo, condizionando talvolta l’attrattività dell’Ateneo cagliaritano.

La nascita di residenze moderne all’interno di Buoncammino, integrate da aule studio, laboratori e aree per la didattica, non solo risponderà a un’esigenza sociale impellente, ma inietterà una straordinaria linfa vitale e giovanile nel tessuto storico dei quartieri limitrofi, come Castello e Stampace.

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