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Lascia il cappellino nella casa svaligiata, Dna decisivo: arrestato a Cagliari topo “d’oro” d’appartamento

Febbraio 21, 2026 · Paolo Rapeanu

Tradito dal suo stesso Dna, malvivente 50enne arrestato dalla polizia a Cagliari

Un’estate segnata da furti in abitazione, colpi mirati e bottini ingenti. La polizia ha eseguito un’ordinanza di arresti domiciliari nei confronti di un 50enne cagliaritano.

Stando alle indagini, è ritenuto responsabile di un furto in abitazione pluriaggravato, commesso con un complice ancora ignoto.

L’uomo è accusato di aver messo a segno, il 21 luglio 2025, un colpo da circa 300mila euro all’interno dell’abitazione di una vittima cagliaritana, da cui sono stati sottratti numerosi oggetti di valore, tra opere d’arte e beni di pregio.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Cagliari e condotte dagli investigatori della quarta sezione della squadra mobile, sono partite immediatamente dopo il furto.

L’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona e le testimonianze raccolte hanno permesso di concentrare l’attenzione su un soggetto già noto per reati contro il patrimonio e ritenuto “specializzato” nei furti in abitazione.

Tradito dal Dna, malvivente arrestato a Cagliari

Un elemento chiave è stato il ritrovamento, durante il sopralluogo della Polizia Scientifica, di un cappellino lasciato all’interno della casa svaligiata.

Proprio da quell’indumento gli specialisti sono riusciti a isolare un profilo genetico che ha dato una svolta decisiva alle indagini: il Dna è risultato pienamente compatibile con quello dell’indagato.

Non si tratta di un episodio isolato. Lo scorso 6 luglio lo stesso uomo era stato denunciato dagli agenti delle volanti e della squadra mobile per ricettazione dopo essere stato sorpreso in auto con oggetti provenienti da un altro furto in abitazione, insieme ad arnesi da scasso ritenuti compatibili con i colpi messi a segno durante l’estate.

Una serie di episodi che aveva alimentato allarme e preoccupazione tra i cittadini.

Davanti al GIP, l’indagato ha ammesso le proprie responsabilità e ha consegnato spontaneamente sei quadri sottratti nell’abitazione colpita a luglio, recuperando così parte del bottino.

Nella giornata di ieri la misura degli arresti domiciliari, dopo il rintraccio dell’uomo presso la propria abitazione.

L’inchiesta prosegue per accertare eventuali ulteriori responsabilità e per individuare il complice che avrebbe agito insieme a lui.