Lascia il cappellino nella casa svaligiata, Dna decisivo: arrestato a Cagliari topo “d’oro” d’appartamento
Tradito dal suo stesso Dna, malvivente 50enne arrestato dalla polizia a Cagliari
Un’estate segnata da furti in abitazione, colpi mirati e bottini ingenti. La polizia ha eseguito un’ordinanza di arresti domiciliari nei confronti di un 50enne cagliaritano.
Stando alle indagini, è ritenuto responsabile di un furto in abitazione pluriaggravato, commesso con un complice ancora ignoto.
L’uomo è accusato di aver messo a segno, il 21 luglio 2025, un colpo da circa 300mila euro all’interno dell’abitazione di una vittima cagliaritana, da cui sono stati sottratti numerosi oggetti di valore, tra opere d’arte e beni di pregio.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Cagliari e condotte dagli investigatori della quarta sezione della squadra mobile, sono partite immediatamente dopo il furto.
L’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona e le testimonianze raccolte hanno permesso di concentrare l’attenzione su un soggetto già noto per reati contro il patrimonio e ritenuto “specializzato” nei furti in abitazione.
Tradito dal Dna, malvivente arrestato a Cagliari
Un elemento chiave è stato il ritrovamento, durante il sopralluogo della Polizia Scientifica, di un cappellino lasciato all’interno della casa svaligiata.
Proprio da quell’indumento gli specialisti sono riusciti a isolare un profilo genetico che ha dato una svolta decisiva alle indagini: il Dna è risultato pienamente compatibile con quello dell’indagato.
Non si tratta di un episodio isolato. Lo scorso 6 luglio lo stesso uomo era stato denunciato dagli agenti delle volanti e della squadra mobile per ricettazione dopo essere stato sorpreso in auto con oggetti provenienti da un altro furto in abitazione, insieme ad arnesi da scasso ritenuti compatibili con i colpi messi a segno durante l’estate.
Una serie di episodi che aveva alimentato allarme e preoccupazione tra i cittadini.
Davanti al GIP, l’indagato ha ammesso le proprie responsabilità e ha consegnato spontaneamente sei quadri sottratti nell’abitazione colpita a luglio, recuperando così parte del bottino.
Nella giornata di ieri la misura degli arresti domiciliari, dopo il rintraccio dell’uomo presso la propria abitazione.
L’inchiesta prosegue per accertare eventuali ulteriori responsabilità e per individuare il complice che avrebbe agito insieme a lui.