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Pochi infermieri esperti, caos Pronto Soccorso Pediatrico a Cagliari: “Cure dei bimbi a rischio”

Giugno 6, 2026 · Cristian Melis

Pronto soccorso pediatrico

Carenza infermieri pronto soccorso pediatrico Cagliari: è caos

La sanità sarda affronta una nuova e pericolosa crisi che colpisce i pazienti più vulnerabili. Il sindacato degli infermieri NurSind Cagliari denuncia una situazione insostenibile presso la struttura di Emergenza Urgenza Pediatrica. I rappresentanti dei lavoratori descrivono un quadro allarmante che mette a repentaglio la sicurezza delle cure per i bambini. Da mesi il reparto soffre di una cronica carenza di personale infermieristico, che conta sole due unità per turno. Questo numero esiguo genera una sproporzione insuperabile tra il carico assistenziale e le risorse disponibili, specialmente durante i picchi di afflusso giornalieri. La carenza infermieri pronto soccorso pediatrico Cagliari rappresenta ormai una bomba a orologeria per l’assistenza locale.

Infermieri neolaureati senza affiancamento

Il problema principale riguarda la composizione dell’organico e la scarsa esperienza sul campo dei professionisti. Attualmente, circa la metà del personale in servizio risulta di nuovo inserimento. Questi operatori non possiedono ancora l’abilitazione necessaria per gestire il delicatissimo compito del triage. La programmazione dei turni per tutto il mese di giugno aggrava ulteriormente la criticità complessiva. La direzione prevede infatti la compresenza di un solo infermiere esperto e di un collega di recentissimo inserimento, talvolta persino neolaureato. Questa combinazione azzera di fatto il periodo di formazione sul campo e di affiancamento opportuno che un reparto così delicato richiede necessariamente per salvare vite umane.

Il blocco del triage e i rischi assistenziali

L’assetto con sole due unità operative crea una paralisi assistenziale quotidiana. Quando l’infermiere esperto deve dedicarsi interamente e per ore consecutive all’attività di triage, l’altro collega deve gestire da solo i due ambulatori del servizio. Il professionista appena assunto sostiene così l’intera attività di assistenza in emergenza-urgenza senza il supporto di una guida esperta. Questa gestione espone la struttura a un concreto rischio di errori terapeutici, ritardi nelle prestazioni e scarse capacità di sorveglianza sul piccolo paziente. Il sindacato ricorda che la Legge 24/2017 tutela la sicurezza delle cure come parte costitutiva del diritto alla salute, un principio che in questo modo crolla inevitabilmente.

I numeri della crisi dell’organico

I dati ufficiali sull’organico svelano i dettagli di una dotazione teorica di 16 unità che all’atto pratico si dimezza. Il conteggio include infatti un coordinatore che gestisce più servizi contemporaneamente e un’unità che non presta assistenza per limitazioni fisiche. Altre due unità si trovano in malattia lunga, mentre due infermieri coprono i turni provvisoriamente solo per due settimane al mese. Di conseguenza, su 12 unità operative a giugno, ben 6 risultano di nuovo inserimento e prive di abilitazione al triage. Questa situazione ostacola anche il rispetto delle delibere aziendali sulla formazione del personale neoassunto, esponendo i lavoratori a rischi continui secondo il Decreto Legislativo 81/2008.

La risposta della Direzione e le richieste urgenti

Il sindacato esprime forte indignazione anche per l’atteggiamento dei vertici aziendali. Le precedenti segnalazioni non hanno ottenuto risposte risolutive, ma solo repliche evasive e battute sull’impossibilità di assumere nuove risorse. Il segretario territoriale Fabrizio Anedda e la rappresentante Alessandra Arca chiedono ora con estrema urgenza una revisione immediata dei turni di lavoro. Il NurSind esige la presenza costante di personale formato, un percorso strutturato di affiancamento e la garanzia della copertura del triage senza sottrarre risorse all’assistenza. I rappresentanti sindacali preannunciano ulteriori azioni legali nelle sedi competenti se la Direzione non tutelerà subito la sicurezza dei piccoli pazienti e degli operatori sanitari.