Far west in gelateria a Cagliari: titolare aggredita e ferita dopo il rimprovero a due bambini maleducati
Titolare di gelateria aggredita e ferita a Cagliari
Due bambini scatenati, genitori forse troppo permissivi e un’altra persona che, nel caos generale, compie il gesto peggiore, aggredire una donna. Una situazione da far west quella capitata nella gelateria Soncini, in via Dante a Cagliari. Una recensione “falsa” sui socia fa imbufalire i titolari, Luisa e Luca. Che, questa è la premessa-promessa, andranno per vie legali.
La vicenda prende il via con una recensione al veleno firmata da una utente registrata come “Olga”. Un testo colmo di accuse “false” che, nelle intenzioni dell’autrice, avrebbe dovuto affossare l’immagine del locale.
Ma i proprietari della gelateria hanno deciso di non subire in silenzio, di non piegare la testa di fronte alla “cattiveria della gente” e di svelare la realtà dei fatti, supportati dalle immagini inequivocabili del circuito di videosorveglianza interno e da numerosi testimoni oculari che hanno assistito alla follia di quella sera.
La ricostruzione dell’accaduto, fornita punto per punto dai titolari e destinata a finire sul tavolo del loro legale, rivela una dinamica totalmente opposta. Secondo quanto verificato nei filmati delle telecamere, la signora Olga non sarebbe stata la testimone diretta delle prime fasi dello scontro, bensì sarebbe stata mandata in avanscoperta dal marito, descritto come il vero e assoluto protagonista della vergognosa performance andata in scena nel locale.
Cagliari, choc da Soncini: gelataia aggredita e ferita
Tutto ha inizio quando la “graziosa famiglia perbene”, come viene ironicamente definita dai Soncini, fa il suo ingresso nella gelateria.
I figli della coppia, muniti di un monopattino, iniziano a scambiare il locale pubblico per un parco giochi privato.
I filmati mostrano i bambini “sbattere in continuazione il monopattino sul banco” e urlare a voce talmente alta da rendere impossibile il normale svolgimento delle attività. La situazione degenera rapidamente sotto gli occhi attoniti degli altri clienti in fila.
Le urla e il caos generato dalla famiglia sono tali da spingere un’altra cliente, esasperata dall’impossibilità di far comprendere il proprio ordine al personale di servizio, a rimproverare apertamente sia il bambino che il padre.
Ma il culmine della pericolosità e della maleducazione viene raggiunto quando uno dei bambini si arrampica letteralmente sulla vetrina dei gelati.
Un comportamento non solo profondamente antigienico, ma estremamente pericoloso per l’incolumità stessa del minore e suscettibile di arrecare gravi danni alle costose apparecchiature del locale.
È a questo punto che interviene Luisa Soncini. Con il tono pacato e la fermezza che contraddistinguono chi da anni gestisce un’attività a contatto con il pubblico, la titolare si limita a chiedere gentilmente che i bambini abbassino la voce e che non si arrampichino sulle strutture.
Una richiesta di elementare buonsenso che, in un mondo normale, avrebbe dovuto incontrare le scuse immediate e imbarazzate dei genitori. Ma la reazione del “paparino” è di tutt’altro segno.
Invece di richiamare i figli ai più basilari doveri di educazione civica, l’uomo reagisce con un moto d’orgoglio smisurato e ingiustificato. Ritira “impettito” la sua famiglia e si abbandona a una sequela di insulti gratuiti e volgari all’indirizzo di Luisa Soncini, definendola “asina”.
“Siccome noi non ci facciamo mettere i piedi in testa da nessuno”, spiegano i Soncini, i titolari decidono legittimamente di non tollerare oltre quella violenza verbale, accompagnando la famiglia alla porta.
Tuttavia, l’allontanamento della famiglia non mette fine all’incubo, anzi, funge da innesco per un secondo e ancora più violento capitolo della vicenda.
Poco dopo, infatti, un altro uomo, definito un vero e proprio “energumeno”, fa irruzione all’interno della gelateria con fare minaccioso. L’individuo si presenta con l’intento di impartire una surreale lezione di morale ai titolari, urlando che “non bisogna gridare di fronte ai bambini”.
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L’uomo, agendo “come un invasato”, trasforma la gelateria in un ring. Minaccia letteralmente di “spaccare la faccia” a Luca Soncini e, in un impeto di cieca rabbia, strappa dalle mani di una cliente un cono gelato, scagliandolo ferocemente all’interno del locale. La furia dell’aggressore si abbatte poi direttamente su Luisa Soncini: la colpisce “violentemente al torace”, imbrattandola completamente di gelato di fronte alla clientela e procurandole “un vistoso livido ed ematoma”.
L’aggressione si consuma in pochi minuti di puro terrore, lasciando sotto choc i numerosi testimoni presenti sia all’interno che nell’area esterna. Molti clienti, spaventati dalle urla e dalla violenza, sono fuggiti.
Infine: la recensione di Olga che “sosteneva falsamente che sul posto fosse persino intervenuta un’ambulanza. Una bugia clamorosa”, prontamente smentita dai titolari, che ribadiscono di “avere a disposizione le riprese video integrali per smontare ogni singola ‘nefandezza’ scritta dalla donna”. Ora la parola passa agli avvocati e alla magistratura.