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Cagliari, la certezza degli studiosi: “Ecco i due nuraghi sul colle di Sant’Elia”

Marzo 25, 2026 · Cristian Melis

Due nuraghi “nuovi” sul colle di Sant’Elia a Cagliari

Cagliari non smette di stupire e rivela un volto nuragico finora rimasto nell’ombra. La notizia della scoperta di due nuraghi nel quartiere di Sant’Elia a Cagliari sta scuotendo il mondo dell’archeologia isolana: due strutture millenarie individuate lungo la costa, proprio a ridosso del mare. Il ritrovamento è avvenuto per puro caso grazie all’intuizione di Carla Deplano, professoressa e appassionata di archeologia, che durante una passeggiata estiva in bicicletta verso la torre di Su Perdusemini ha notato delle forme anomale incastonate nei muri di cinta di un’area militare della Marina.

Il sopralluogo degli esperti: un nuraghe e un protonuraghe

La segnalazione ha attivato immediatamente un team di studiosi autorevoli composto da Giovanni Ugas, Raimondo Zucca e Nicola Sanna. Il sopralluogo ha confermato la natura eccezionale del sito:

  • Il Nuraghe di Su Perdusemini: una struttura di tipo “classico”, costruita con filari di conci regolari, databile intorno al 1300 a.C. (Età del Bronzo recente).
  • Il Protonuraghe: situato a poca distanza dal primo, presenta una struttura più arcaica con conci poligonali, riconducibile a un periodo compreso tra il 1500 e il 1400 a.C.

Le strutture sono state “nascoste” per quasi un secolo perché inglobate nelle fortificazioni e nei muretti realizzati dai militari tra gli anni ’30 e ’40, operazioni che ne avevano parzialmente mutato l’aspetto ma non cancellato l’identità nuragica, come dimostrato dalla presenza di elementi tipici quali la doppia scala in pietra.

Le conferme di Taramelli e il legame con Monte Urpinu

La scoperta dei nuovi nuraghi a Sant’Elia non è un evento isolato, ma conferma intuizioni storiche risalenti all’inizio del secolo scorso. Già nel 1905, l’insigne archeologo Antonio Taramelli aveva segnalato la presenza di strutture nuragiche sui colli di Sant’Elia e Monte Urpinu. Proprio su quest’ultimo colle, gli archeologi Ugas e Zucca hanno ribadito l’esistenza di un nuraghe quadrilobato (complesso a quattro torri), costruito con la robusta “pietra forte” di Bonaria, che dominava il golfo con una maestosità paragonabile alla reggia di Barumini.

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Cagliari: una città nata sopra i nuraghi

Secondo Raimondo Zucca, la presenza di queste torri non deve sorprendere: Cagliari, con i suoi colli strategici e le sue risorse calcaree, era un luogo ideale per l’insediamento nuragico. Scavi passati in Viale Trieste avevano già rivelato stratigrafie del XIV secolo a.C., ma il ritrovamento a Sant’Elia apre scenari inediti sulla densità abitativa dell’epoca. Il fatto che queste strutture siano state “ignorate” per decenni è attribuibile al rigido controllo militare della zona e alla fitta vegetazione.

Nuove prospettive per la ricerca archeologica

Questa scoperta apre ufficialmente una nuova pagina per l’archeologia cittadina. Gli studiosi concordano sulla necessità di avviare campagne di scavo mirate e ripuliture delle aree interessate per riportare alla luce l’intera estensione degli insediamenti. “C’è ancora molto da scoprire”, ha commentato Zucca, ipotizzando che nuovi edifici possano emergere da altri colli della città. Cagliari si riappropria così delle sue radici più antiche, dimostrando di essere stata un centro nevralgico della civiltà nuragica ben prima della fondazione fenicio-punica.