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Piste ciclabili in tutta Cagliari: “Si può fare, altro che città dei colli”

Giugno 23, 2026 · Paolo Rapeanu

Piste ciclabili a Cagliari, Andrea Scano difende tutti i progetti

La sfida della mobilità dolce: Andrea Scano “smonta” i tre miti che bloccano le due ruote in città. Il presidente della Commissione Urbanistica, in quota Alleanza Verdi e Sinistra, interviene nel dibattito cittadino sui dislivelli urbani. I dati europei e i percorsi pianeggianti dimostrano la fattibilità della svolta ecologica nel capoluogo.


“Cagliari non è fatta per le piste ciclabili!”.
Il presidente della Commissione Urbanistica del Comune di Cagliari, Andrea Scano, apre la sua riflessione citando la critica più comune dei residenti quando l’amministrazione progetta o realizza nuove infrastrutture per la mobilità sostenibile. Chi osteggia questi interventi evidenzia la presenza dei storici colli cittadini, un’orografia accidentata che renderebbe faticosi gli spostamenti quotidiani per andare al lavoro o a scuola. Tuttavia, un’analisi approfondita basata sui dati reali smonta pezzo per pezzo questo pregiudizio, dimostrando la piena utilità delle piste ciclabili a Cagliari.

I percorsi a dislivello zero nel cuore della città

Il primo argomento a favore delle due ruote riguarda la reale natura dei flussi di traffico interni. Sebbene viale Regina Elena presenti pendenze importanti, la stragrande maggioranza degli spostamenti quotidiani dei cagliaritani avviene lungo direttrici pianeggianti. Chi si muove da quartieri come La Palma, Sant’Elia o il Quartiere del Sole verso via Roma affronta un tragitto privo di pendenze significative.

Scano indica un itinerario strategico di grandissimo interesse, attualmente al centro di lavori di completamento e sistemazione da parte dei tecnici comunali. Si tratta del percorso che, partendo dalla zona della piscina di Terramaini a Pirri, costeggia il Rio Saliu e il canale La Palma e, passando per Su Siccu, arriva direttamente in via Roma. Il presidente evidenzia i vantaggi di questa arteria verde: «Dislivello: zero! È un percorso che dà una possibilità in più a chi abita a Pirri – Monserrato di raggiungere il centro in bici a dislivello zero e, naturalmente, a zero emissioni».

La rivoluzione tecnologica della pedalata assistita

Il secondo fattore che azzera il problema delle salite è l’evoluzione tecnologica dei mezzi di trasporto individuali, come la diffusione della bicicletta elettrica. Scano spiega che oggi, con una cifra relativamente modesta, l’utente può acquistare un mezzo che consente di superare agevolmente e senza sforzo particolare anche certi dislivelli, andando incontro alle esigenze di categorie particolari di persone. Di conseguenza, secondo il presidente della Commissione Urbanistica, “l’argomentazione per cui Cagliari non è fatta per le piste ciclabili non sta più in piedi».

L’esempio delle grandi città collinari europee

Il terzo e definitivo argomento arriva dal confronto con le altre realtà geografiche italiane e internazionali, grazie ai preziosi dati forniti dalla FIAB e da Virgilio Scanu. Molti pensano che la ciclabilità funzioni esclusivamente in pianura, citando i modelli di Copenaghen o Utrecht.

Lì le biciclette assorbono rispettivamente il 40% e il 50% degli spostamenti totali. I dati statistici mostrano però scenari sorprendenti in città caratterizzate da dislivelli persino superiori a quelli del capoluogo sardo.

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In Europa, città collinari registrano quote altissime di mobilità ciclistica: Berna vanta il 16%, Graz il 19%, mentre Oslo e Zurigo il 12% e Bergen il 7. In Italia, il caso emblematico di Bolzano dimostra che il 30% dei cittadini usa abitualmente la bici. Anche Lisbona, celebre per le sue ripide colline, cresce continuamente grazie a politiche attente.

Scano conclude l’intervento aprendo un dibattito civile con la cittadinanza ed esigendo un linguaggio educato: “Non è mancanza di libertà di espressione”. Il capoluogo sardo possiede tutte le carte in regola per vincere la sfida della sostenibilità, superando i vecchi pregiudizi grazie ai dati e alla pianificazione.