Cagliari, piazza Yenne e piazza Garibaldi unite: sciopero per i lavoratori delle coop e per Gaza
Sciopero Usb e Potere al Popolo a Cagliari il 18 maggio
I movimenti sociali e sindacali riaccendono la protesta nel capoluogo sardo con una giornata di mobilitazione intensa. Lunedì 18 maggio, la città ospiterà due distinte manifestazioni che collegheranno le rivendicazioni lavorative locali alla solidarietà internazionale. L’organizzazione politica Potere al Popolo – Sardegna ha confermato l’adesione convinta all’appello del sindacato USB, che ha proclamato uno sciopero generale per l’intera giornata.
Gli attivisti e i rappresentanti sindacali manifesteranno sia la mattina sia la sera, occupando due delle piazze più importanti del centro cittadino. I promotori della protesta collegano direttamente il progressivo smantellamento dello stato sociale interno con le attuali dinamiche geopolitiche globali, proponendo una visione d’insieme che contesta radicalmente l’attuale modello economico.
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Il programma delle piazze cagliaritane
La giornata di protesta prevede due momenti distinti per intercettare diverse vertenze. Il primo appuntamento della mattina comincerà alle ore 10:30 in piazza Garibaldi. Questa prima manifestazione si concentrerà interamente sulla situazione dei lavoratori e delle lavoratrici delle cooperative sociali, un settore che soffre da anni per via di contratti precari, tutele insufficienti e retribuzioni inadeguate rispetto al carico di lavoro e alla delicatezza delle mansioni assistenziali.
Il secondo momento di mobilitazione si sposterà nel pomeriggio, a partire dalle ore 18:30, nella centrale piazza Yenne. In questo caso, i manifestanti esprimeranno il proprio sostegno alla Global Sumud Flotilla e alla popolazione della striscia. La coincidenza delle due proteste nello stesso giorno esprime la volontà politica di unire le rivendicazioni interne a quelle internazionali, unendo i partecipanti in un unico coro di dissenso durante lo sciopero USB Cagliari Gaza Potere al Popolo.
La critica all’economia di guerra
Secondo l’analisi di Potere al Popolo, le mobilitazioni contro i conflitti internazionali e le battaglie a difesa dei diritti dei lavoratori condividono la medesima radice e non possono viaggiare separate. L’organizzazione sottolinea come l’economia di guerra sottragga risorse vitali ai bilanci della sanità pubblica e dei servizi di cura della persona, riversando invece somme colossali verso l’industria bellica e la produzione di nuovi armamenti.
Questo meccanismo produce un doppio danno sociale: da un lato riduce drasticamente l’efficienza dei servizi essenziali per i cittadini meno abbienti, dall’altro costringe gli operatori del settore sociale ad accettare condizioni d’impiego fortemente penalizzanti. La piazza cagliaritana contesterà quindi le scelte del personale politico ed economico, indicando nella lotta al colonialismo e alle disuguaglianze capitalistiche l’unica strada percorribile per ottenere una società più equa a ogni latitudine.