Cagliari, sbloccato il nuovo palazzo di 7 piani a Bonaria
Tar Sardegna, Tomasi Edilizia vince il ricorso per l’edificazione di un palazzo a Bonaria
La battaglia legale sull’urbanistica cittadina si arricchisce di un capitolo fondamentale che incide direttamente sul profilo di uno dei quartieri più prestigiosi del capoluogo sardo. Il Tar Sardegna ha dato ragione alla società Tomasi Edilizia, dei costruttori Simone e Francesca Argiolas, annullando il blocco che gli uffici comunali avevano imposto al progetto per la costruzione di un edificio residenziale di sette piani in via Messina, nel cuore della rinomata zona di Bonaria. La sentenza della prima sezione chiarisce i confini temporali per l’applicazione delle nuove regole del Piano Urbanistico Comunale (Puc), sbloccando un cantiere rimasto congelato a causa di un’interpretazione burocratica errata da parte dell’amministrazione locale.
Il progetto edilizio nel mirino della burocrazia comunale
L’operazione immobiliare della Tomasi Edilizia prevede un profondo intervento di rigenerazione urbana attraverso la demolizione di una struttura preesistente e la successiva edificazione del moderno condominio di sette piani. Per realizzare l’opera, l’impresa ha usufruito dei benefici volumetrici del trenta per cento previsti dal Piano Casa regionale per la zona B5. Nonostante l’esito favorevole della conferenza di servizi e il pagamento da parte della ditta di oltre 38mila euro per gli oneri di urbanizzazione e le cessioni monetarie, il Suape di Cagliari aveva decretato la sospensione del procedimento il 31 dicembre 2025. La giustificazione del Comune si poggiava sulle misure di salvaguardia introdotte con l’adozione del nuovo Puc, avvenuta il precedente 25 novembre, che introduceva vincoli molto più stringenti per le ristrutturazioni edilizie nel centro.
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La decisione del tribunale: il titolo edilizio era già valido
La tesi dei legali della società costruttrice, gli avvocati Benedetto, Stefano e Francesco Ballero, ha fatto breccia nel collegio presieduto dal magistrato nell’udienza del 19 maggio 2026. I giudici amministrativi hanno stabilito che per l’edificio di via Messina il permesso di costruire si era già perfezionato per silenzio-assenso ben prima che il Consiglio Comunale adottasse il nuovo strumento urbanistico. La legge prevede infatti un termine perentorio di 60 giorni dalla presentazione della pratica completa: trascorso questo periodo senza dinieghi, il diritto a edificare si considera legalmente formato. Il Tar ha chiarito che il saldo degli oneri finanziari non rappresenta un ostacolo alla nascita del titolo, ma ne condiziona unicamente la successiva efficacia pratica per l’avvio dei lavori.
Tempistiche chiare: la salvaguardia non è retroattiva
Il Tar Sardegna ha messo in evidenza un vizio cronologico insuperabile nell’azione del Comune di Cagliari. La Tomasi Edilizia ha effettuato il versamento delle somme richieste il 20 novembre 2025, mentre il nuovo piano regolatore ha iniziato a produrre i suoi effetti di salvaguardia solo dal 25 novembre 2025. Di conseguenza, la posizione giuridica per la costruzione del palazzo di sette piani a Bonaria risultava pienamente consolidata e intangibile cinque giorni prima della svolta urbanistica della giunta. Gli uffici municipali non potevano quindi applicare in modo retroattivo le nuove limitazioni a un procedimento amministrativo ormai concluso, poiché le misure di salvaguardia servono a congelare le istanze future o ancora in corso di esame, non i diritti già acquisiti dai privati.
Spese compensate e via libera definitivo al cantiere
L’annullamento della determinazione dirigenziale cancella lo stop imposto dal Comune e restituisce piena validità al progetto di via Messina. Il tribunale ha applicato il principio giuridico della ragione più liquida, assorbendo tutti gli altri motivi di ricorso. Vista la delicatezza e la complessità interpretativa della materia, il Tar ha optato per la compensazione delle spese legali tra le parti in causa. Grazie a questa pronuncia, la società costruttrice potrà aprire le recinzioni del cantiere nella parte alta del quartiere di Bonaria, dando inizio alle opere di demolizione e alla successiva edificazione del nuovo palazzo residenziale.