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Cagliari, tavolini e sedie in strada senza permesso: “Osteria paradiso” chiusa per 8 giorni

Giugno 4, 2026 · Cristian Melis

Osteria paradiso

Tavoli abusivi alla Marina disposta la chiusura dell’Osteria Paradiso

Il Comune di Cagliari usa il pugno duro contro l’occupazione selvaggia e non autorizzata del suolo pubblico nelle zone calde della movida cittadina. Il Servizio Suape, Mercati e Attività Produttive ha infatti firmato un provvedimento restrittivo pesante nei confronti della società “Quattro Ganasce S.r.l.”, titolare del noto esercizio commerciale “Osteria Paradiso” situato nella centralissima via Sardegna, al civico 126. L’ordinanza dirigenziale impone la serrata temporanea del locale per oltre una settimana. Come diretta conseguenza di un controllo sul campo che ha evidenziato una palese violazione delle regole comunali e del Codice della Strada.

La vicenda ha preso il via durante i festeggiamenti dello scorso primo maggio, in un momento di massima affluenza turistica per il quartiere storico della Marina. Intorno alle ore 12:50, una pattuglia del Corpo di Polizia Locale ha effettuato un’ispezione mirata davanti al ristorante. Accertando l’allestimento di un ampio spazio di ristoro all’aperto completamente abusivo. Gli agenti hanno contato e verbalizzato la presenza di ben 36 sedie, 18 tavoli e due fioriere decorative posizionate sul marciapiede e sulla carreggiata antistante. Gli arredi occupavano abusivamente una superficie totale di 34,45 metri quadrati, intralciando il passaggio pedonale in totale assenza del necessario titolo concessorio.

La notifica del Suape e il tentativo di mediazione della società

Il verbale dei vigili urbani è transitato immediatamente agli uffici del Suape il 15 maggio, avviando l’iter sanzionatorio previsto dall’articolo 18 del Regolamento comunale per la concessione del suolo pubblico. I funzionari municipali hanno notificato l’avvio del procedimento alla ditta tramite posta elettronica certificata. Concedendo i termini di legge per la presentazione di eventuali memorie difensive. La “Quattro Ganasce S.r.l.” ha risposto tempestivamente inviando una nota ufficiale il 25 maggio. Nella quale la proprietà ha ammesso l’errore parlando di un mero equivoco organizzativo interno.

La società ha manifestato la piena volontà di regolarizzare la propria posizione amministrativa attraverso la presentazione di una nuova pratica Dua (Dichiarazione Unica Aziendale), sollecitando un’istruttoria rapida da parte degli uffici. Tuttavia, nella stessa comunicazione, i titolari del ristorante hanno specificato di non voler attivare immediatamente la facoltà di conversione della sanzione in una pena pecuniaria risarcitoria. Un’opzione che il regolamento concede per evitare la sospensione dell’attività lavorativa. La proprietà si era riservata questa opzione per un secondo momento. Ma il Comune ha accelerato le pratiche per la chiusura del fascicolo.

I dettagli dello stop forzato a metà giugno

Il dirigente del servizio, applicando i principi di omogeneità delle sanzioni per la fascia temporale estiva (che scatta proprio il primo maggio), ha ritenuto di non poter attendere oltre. Per questo motivo, la determinazione numero 3469 stabilisce l’applicazione rigorosa della sanzione accessoria. I gestori dell’Osteria Paradiso dovranno abbassare le serrande per otto giorni consecutivi, a partire dall’11 giugno e fino al 18 giugno 2026 compreso. Il provvedimento blocca così il locale in un periodo cruciale per gli incassi legati alla stagione estiva.

La Polizia Locale riceverà il compito di monitorare il rispetto assoluto del provvedimento di chiusura nelle giornate indicate. Un eventuale mancato adempimento comporterebbe una denuncia immediata alle autorità competenti per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità. I titolari della srl mantengono comunque il diritto di opporsi alla decisione dirigenziale presentando un ricorso ufficiale al Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) della Sardegna entro i prossimi sessanta giorni dalla notifica. Oppure un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro un termine di centoventi giorni.