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Truffa del finto carabiniere a Cagliari, fermati due campani: recuperati 1,2 chili di oro

Aprile 28, 2026 · Paolo Rapeanu

Finto carabiniere, la truffa arriva anche a Cagliari


La Polizia di Stato di Cagliari ha inferto un colpo durissimo alla criminalità specializzata in reati predatori. Due uomini, rispettivamente di 25 e 27 anni e originari del napoletano, sottoposti a fermo con l’accusa di estorsione aggravata, tentata estorsione e furto in abitazione. Un terzo uomo, residente a Cagliari, è stato denunciato a piede libero per ricettazione aggravata.

L’operazione ha permesso di recuperare un ingente bottino: oltre 1,2 kg di gioielli e monili in oro, frutto di una serie di raggiri messi a segno in pochi giorni nel capoluogo sardo.

La tecnica del finto carabiniere a Cagliari e la truffa fallita

Le indagini sono scattate nella mattinata del 23 aprile. Il modus operandi utilizzato è quello, purtroppo noto, del “finto carabiniere”: i malviventi contattano telefonicamente persone anziane simulando l’appartenenza alle Forze dell’Ordine. Con toni allarmistici, prospettano il coinvolgimento di un familiare in gravi vicende giudiziarie (come rapine in gioielleria) e chiedono la consegna di oro e contanti.

Truffa del finto carabiniere a Cagliari

In questo caso, il piano è sfumato grazie al tempestivo intervento del figlio di una vittima di 86 anni. L’uomo, entrando in casa all’improvviso, ha messo in fuga il truffatore, il quale è riuscito a sottrarre solo il telefono cellulare della donna prima di dileguarsi.

Indagini lampo: dalla videosorveglianza al porto di Cagliari

Gli investigatori della Squadra Mobile, incrociando i dati delle telecamere di sorveglianza e le banche dati, hanno individuato il presunto autore: un pregiudicato giunto a Cagliari il 21 aprile insieme a un complice.

Il sospetto che i due stessero per lasciare l’isola ha spinto la Polizia a presidiare il terminal passeggeri del porto. Qui è avvenuta la svolta: gli agenti hanno intercettato un cittadino cagliaritano in possesso di un borsone contenente 1,2 kg di oro. Quest’ultimo ha collaborato con le autorità, fornendo dettagli decisivi che hanno portato al rintraccio dei due complici campani nell’area portuale, pronti all’imbarco.

Il bilancio delle vittime e il sequestro della refurtiva

L’attività investigativa ha permesso di ricostruire una scia di crimini consumati in meno di 48 ore:

  • 22 aprile: Estorsione ai danni di un uomo di 68 anni.
  • 23 aprile: Tentata estorsione ai danni della donna di 86 anni.
  • 23 aprile: Un’ulteriore estorsione, inizialmente non denunciata, subita da una donna di 89 anni.

“Le vittime venivano indotte a consegnare i propri beni sotto la pressione di minacce e artifici psicologici, facendo leva sugli affetti più cari,” spiegano gli inquirenti.

Provvedimenti giudiziari

A fronte del concreto pericolo di fuga e della gravità degli indizi raccolti (tra cui riconoscimenti fotografici e il ritrovamento della refurtiva), i due giovani sono stati trasferiti presso la Casa Circondariale “Ettore Scalas” di Uta. Il complice locale è stato invece deferito in stato di libertà per ricettazione.

L’operazione della Polizia di Stato sottolinea l’importanza di denunciare immediatamente ogni tentativo di truffa, ricordando che nessuna Forza dell’Ordine richiede mai la consegna di oro o denaro a domicilio per scopi investigativi.