Cagliari, addio al papà del centro trapianti del Businco: è morto Giorgio Broccia
Addio Giorgio Broccia, papà del centro trapianti del Businco di Cagliari
Si è spento nelle scorse ore il professor Giorgio Broccia, figura cardine della medicina isolana e caposcuola dell’ematologia moderna in Sardegna. Con la sua scomparsa, la comunità scientifica e l’intera isola perdono un clinico insigne, un ricercatore rigoroso e, soprattutto, un uomo di straordinario spessore umano che ha improntato tutta la sua esistenza alla cura dei malati e al supporto delle fasce più deboli e vulnerabili della popolazione.
Il nome del Professor Broccia resta legato in modo indissolubile alla storia dell’ospedale oncologico Armando Businco di Cagliari, struttura all’interno della quale, nel 1992, diede vita al Centro Trapianti. Si trattò di un’autentica svolta epocale per il sistema sanitario sardo: la nascita del reparto permise infatti di avviare in loco percorsi terapeutici ad altissima complessità, evitando a migliaia di pazienti affetti da patologie del sangue i drammatici e costosi spostamenti verso le strutture ospedaliere della penisola.
Sotto la sua direzione e grazie a una lungimirante attività di pianificazione scientifica, il Centro ha registrato una crescita costante nel corso dei decenni, introducendo progressivamente tecniche sofisticate che spaziano dal trapianto autologo all’allogenico, sino ai protocolli con donatori non familiari e parzialmente compatibili. Nel 2015 il reparto ha celebrato lo storico traguardo dei mille trapianti di cellule staminali emopoietiche effettuati. Un’eredità medica immensa rimasta a disposizione del territorio sardo.
Professionista strutturalmente refrattario alla ribalta mediatica e alle logiche della visibilità, il Professor Broccia viene ricordato dai colleghi e dagli storici collaboratori come un autentico “uomo di corsia”, interamente dedito allo studio, al laboratorio e al rapporto diretto e quotidiano con i degenti. Nel corso della sua lunga attività ospedaliera ha formato intere generazioni di specialisti, strutturando équipe di altissimo profilo in anni in cui le frontiere dei trapianti cellulari presentavano margini di complessità e delicatezza estremi, non certo scontati per l’epoca.
Accanto all’impegno scientifico in corsia, Broccia comprese precocemente la necessità di strutturare reti di supporto sociale che andassero oltre la stretta somministrazione delle terapie biologiche. Nel 1983 fu infatti tra i soci fondatori della sezione sarda dell’Ail (Associazione italiana contro le Leucemie-linfomi e mieloma), nata con il preciso obiettivo di garantire assistenza integrata, informazione e vicinanza materiale e psicologica ai nuclei familiari travolti dall’esperienza della malattia oncologica. Una sinergia tra ospedale, ricerca e volontariato che divenne il suo marchio di fabbrica professionale.
La cifra più autentica dell’umanità del clinico si è manifestata con ulteriore vigore negli anni successivi al collocamento a riposo. Rifiutando le numerose e remunerative opportunità offerte dalla sanità privata, il Professor Broccia scelse di dedicarsi interamente e a titolo completamente gratuito all’Ambulatorio Caritas di Cagliari.
All’interno della struttura, punto di riferimento cittadino per l’assistenza agli indigenti e agli emarginati, ha garantito per anni una presenza costante e silenziosa, offrendo le proprie alte competenze cliniche a chi non avrebbe altrimenti avuto accesso alle cure. I colleghi e la direzione medica della struttura ne ricordano oggi con profonda commozione il rigore metodologico, le lucide proposte organizzative volte a migliorare i flussi di assistenza e, soprattutto, la signorilità e l’assoluta umiltà con cui si affiancava al personale volontario, lasciando una traccia indelebile nella sanità solidale e negli occhi degli ultimi.