Cagliari NewsPROTOTIPO v0

Cagliari | Ultime notizie ed eventi da Cagliari

Province

Svolta per l’agrivoltaico a Villasor: il Tar condanna il Ministero per il silenzio sul maxi impianto

Giugno 20, 2026 · Cristian Melis

Sentenza agrivoltaico Villasor 2026: Tar Sardegna contro Mase

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna scrive una pagina decisiva per il futuro delle energie rinnovabili nell’Isola, censurando l’operato dei ministeri romani. I magistrati della Seconda Sezione di Cagliari hanno emesso una sentenza di condanna nei confronti del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e del Ministero della Cultura. Le istituzioni statali sono finite davanti ai giudici a causa del prolungato silenzio-inadempimento serbato sull’istanza di autorizzazione per un imponente parco energetico da posizionare nel territorio del Sud Sardegna.

La pronuncia giudiziaria sblocca una situazione di stallo burocratico che rischiava di danneggiare gli investimenti nel settore della transizione ecologica. Questa specifica sentenza agrivoltaico Villasor 2026: TAR Sardegna contro MASE delinea con chiarezza i confini temporali entro i quali le commissioni ministeriali devono necessariamente completare le istruttorie tecniche, impedendo che l’enorme mole di pratiche pendenti si traduca in una paralisi indeterminata dei diritti delle imprese private.

Il progetto “Energia olearia Santu Perdu” e il ricorso al TAR

La vicenda legale trae origine dall’istanza presentata il 12 febbraio 2024 dalla società Peridot Solar Opal S.r.l., difesa dagli avvocati Stefania D’Amato e Andrea Sticchi Damiani. L’azienda aveva richiesto il rilascio del provvedimento di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per la realizzazione e l’esercizio di un moderno impianto agrivoltaico denominato “Energia olearia Santu Perdu”, da localizzare interamente nel Comune di Villasor. Il progetto, caratterizzato da una potenza nominale notevole pari a 64,24 MW, include anche le indispensabili opere di connessione alla rete elettrica nazionale.

Nonostante il decorso dei termini perentori stabiliti dal Testo Unico Ambientale, la Commissione Tecnica Pnrr-Pniec non aveva predisposto lo schema di provvedimento, lasciando la pratica inevasa anche dopo la formale diffida presentata dalla società ad aprile. Davanti al tribunale, l’Avvocatura dello Stato ha tentato di difendere l’operato dei ministeri eccependo l’inammissibilità del ricorso e sollevando le note difficoltà organizzative legate all’altissimo numero di progetti presentati a livello nazionale negli ultimi anni.

I termini della Via sono perentori: la decisione dei giudici

I magistrati cagliaritani (Tito Aru Presidente, Oscar Marongiu Consigliere e Andrea Gana Referendario ed Estensore) hanno respinto fermamente le tesi delle amministrazioni centrali. Il TAR ha ribadito che tutti i termini del procedimento di VIA si considerano perentori per legge, a garanzia della certezza dei tempi amministrativi e in linea con il forte favore normativo che l’Unione Europea riserva all’accelerazione delle fonti rinnovabili.

Secondo la sentenza, la mole straordinaria di istanze in corso di valutazione non può giustificare uno sforamento dei tempi e non può ridondare a danno del privato cittadino o dell’impresa. Spetta infatti all’amministrazione pubblica adottare le adeguate misure organizzative interne per far fronte ai picchi di lavoro, senza poter applicare una sospensione di fatto e a tempo indeterminato dei procedimenti.

La condanna e la formula della quota di trattazione

Nel definire l’accoglimento del ricorso, il TAR Sardegna ha applicato i recenti orientamenti del Consiglio di Stato per bilanciare la tutela dell’impresa con la corretta calendarizzazione dei progetti. I ministeri dovranno provvedere sull’istanza di Villasor entro il termine tassativo di novanta giorni, inserendo la pratica in via prioritaria all’interno della quota speciale (non inferiore a due quinti) che la legge dedica alla trattazione dei progetti Pniec non prioritari.

Se i ministeri dovessero persistere nel loro silenzio oltre i tre mesi assegnati, il tribunale ha già previsto la nomina di un commissario ad acta che subentrerà con poteri sostitutivi per firmare il provvedimento definitivo.

La decisione stabilisce un precedente importante per tutte le altre aziende che attendono il responso dei ministeri per investire nell’Isola, confermando che la burocrazia non può superare i limiti temporali imposti dalla legge.