Villasimius, giù i ruderi a Porto Giunco: in arrivo una villa extra lusso
Villa extra lusso in arrivo a Villasimius nella spiaggia di Porto Giunco
Il piano prevede l’abbattimento dei manufatti degli anni ’70 del secolo scorso per far spazio a una residenza da sogno in bioedilizia, nasce “Villa Giunco”. Un pezzo di costa sarda di inestimabile valore si prepara a cambiare volto, cancellando i segni di una vecchia lottizzazione mai completata.
Il piano di riqualificazione paesaggistica e ambientale riguarda un’area privata di oltre 17 ettari, posizione strategica e delicatissima dal punto di vista ecologico.
Il terreno si sviluppa infatti a ridosso della famosissima spiaggia di Porto Giunco a Villasimius, confinando a nord con lo stagno di Notteri e inserendosi interamente all’interno delle zone di protezione speciale e delle zone speciali di conservazione di Capo Carbonara e Punta Molentis. Il progetto attende il via libera dell’assessorato regionale alla Difesa dell’Ambiente.
L’eredità degli anni Settanta e il blocco del piano paesaggistico
La storia di questo comparto urbanistico inizia nel 1973, quando un imponente progetto lottizzatorio prevedeva un maxi complesso turistico da 150mila metri cubi di cemento. Tra il 1974 e il 1977, il rilascio delle licenze edilizie permise l’avvio dei cantieri, che portò alla nascita di due corpi di fabbrica distinti. Il ritrovamento di importanti preesistenze archeologiche impose tuttavia una lunghissima sospensione dei lavori, congelando le opere edilizie.
La pietra tombale sul vecchio progetto originario arrivò nel 2006, con l’approvazione definitiva del Ppr, che rese totalmente inattuabile la vecchia colata di cemento.
A testimonianza di quella stagione interrotta due scheletri strutturali, a 320 e 360 metri dalla linea della battigia marina e a quaranta dallo stagno Notteri. Gli immobili, ben visibili da chiunque percorra la strada sterrata verso i parcheggi del litorale, sorgono in una zona caratterizzata da una sosta disordinata di veicoli ma rimasta per il resto in condizioni pressoché naturali.
La demolizione e il trasferimento dei volumi
Innanzitutto, la svolta attuale arriva dall’iniziativa della società proprietaria Cala Giunco S.r.l., la quale ha depositato un progetto di valorizzazione ai sensi dell’articolo 39 della Legge Regionale 8/2015. A questo proposito, la norma consente il rinnovo del patrimonio edilizio attraverso la demolizione integrale delle strutture esistenti nella fascia protetta e la conseguente ricostruzione in aree più arretrate.
Di conseguenza, il piano prevede l’abbattimento totale dei due vecchi scheletri edilizi vicini allo stagno e lo spostamento dell’intera volumetria, pari a circa 564 metri cubi. Nello specifico, la nuova lottizzazione sorgerà in posizione arretrata, in prossimità del confine ovest della proprietà, con accesso diretto dalla via Capo Carbonara. Inoltre, al posto dei manufatti al rustico nascerà un’unica unità immobiliare a destinazione residenziale di elevato pregio architettonico.
Una villa ecologica in legno e bioedilizia
Per quanto riguarda la progettazione, i tecnici hanno seguito scrupolosamente le linee guida regionali del 2016, puntando da un lato sulla totale reversibilità delle opere e dall’altro sull’integrazione con l’orografia del terreno. Infatti, la struttura portante e le facciate esterne utilizzeranno moduli X-LAM in legno montati su fondazioni a palificata; si tratta di un sistema tecnologico che evita pesanti sbancamenti di terra e permette, al tempo stesso, un eventuale smontaggio futuro senza alterare la roccia sottostante. Allo stesso modo, per il tetto i tecnici impiegheranno i tradizionali coppi sardi, rispettando così le finiture e le cromie tipiche della cultura locale.
Nel dettaglio, la dimora mediterranea si comporrà di un grande soggiorno centrale, una cucina e cinque camere da letto dotate di servizi privati, oltre a verande schermanti con pergolati in legno e una piscina con solarium permeabile. Infine, gli scarichi idrici si collegheranno alla rete fognaria pubblica di Abbanoa, scongiurando in questo modo qualunque rischio di infiltrazione nella falda acquifera che alimenta lo stagno protetto.
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La rinascita naturale del retrospiaggia
Tuttavia, l’intervento non si limita alla sola costruzione della villa, ma punta soprattutto al ripristino ambientale dell’area oggi occupata dal cemento. Pertanto, il vecchio sedime dei fabbricati abbattuti tornerà allo stato naturale, favorendo quindi il reinsediamento della flora autoctona. Anche la viabilità interna ricalcherà i sentieri già esistenti, utilizzando una finitura in terra stabilizzata che garantisce un’elevata permeabilità all’acqua piovana.
In conclusione, l’intera proprietà di 17 ettari riceverà una protezione speciale attraverso una recinzione a giorno, realizzata con pali in legno semplicemente conficcati nel suolo e reti metalliche sollevate dalla base. Questo accorgimento, da una parte permetterà il libero passaggio della fauna locale, mentre dall’altra garantirà la continuità degli ecosistemi. Grazie a queste soluzioni, il paradiso naturalistico situato nei pressi della spiaggia di Porto Giunco a Villasimius si libera finalmente dei vecchi ecomostri.