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Sardegna

Voli a Cagliari: l’allarme di Federalberghi sul monopolio di Ryanair nei cieli

Maggio 31, 2026 · Cristian Melis

Ryanair, voli in Sardegna: l’allarme del presidente di Federalberghi Fausto Mura

Il futuro dei collegamenti aerei in Sardegna alza i toni del dibattito economico regionale. I rappresentanti del settore ricettivo esprimono forte preoccupazione per la gestione delle rotte e per la dipendenza dai vettori internazionali. La mobilitazione degli operatori punta a fare chiarezza sui reali numeri del mercato, evidenziando la complessità di un sistema che governa il flusso di milioni di visitatori ogni anno.

Il maxi ordine di aerei e il dominio globale

La compagnia aerea low cost irlandese ha recentemente siglato il più grande accordo commerciale della sua storia, ordinando un totale di 300 nuovi aeromobili Boeing. Questo gigantesco investimento industriale permetterà al vettore di raggiungere una flotta operativa senza precedenti in Europa. Secondo l’analisi di Fausto Mura, presidente di Federalberghi Sud Sardegna, questa mossa posizionerà il gruppo in una condizione di quasi totale esclusività sul mercato, rendendolo l’unico operatore privato capace di schierare un potenziale così elevato di aeromobili commerciali.

I numeri del traffico passeggeri negli scali sardi

I dati sul traffico aereo dimostrano l’enorme impatto della compagnia sull’economia locale. Gli aeroporti di Cagliari, Olbia e Alghero muovono complessivamente circa 11 milioni di passeggeri all’anno, considerando la somma di arrivi e partenze. All’interno di questo volume, il vettore low cost trasporta da solo circa 4 milioni di persone da e per l’isola. Questa quota rappresenta più di un terzo dell’intero movimento turistico e dei cittadini residenti, confermando un legame strettissimo tra lo sviluppo del territorio e le strategie della dirigenza irlandese.

L’illusione delle alternative e il mercato bloccato

Federalberghi critica duramente chi ipotizza una facile sostituzione del vettore con altre compagnie aeree concorrenti nel Nord o nel Sud della Sardegna. Mura sottolinea come queste tesi nascondano una profonda ignoranza dei dati industriali, degli impegni contrattuali e della reale disponibilità di aeromobili a livello globale. Attualmente nessun altro soggetto sul mercato possiede la forza flotta necessaria per assorbire una simile mole di traffico passeggeri in tempi brevi, lasciando l’isola priva di paracadute in caso di rottura dei negoziati.

Il rischio delocalizzazione verso mete estere concorrenti

La Sardegna rappresenta appena l’1% del fatturato globale della compagnia aerea. Questo squilibrio commerciale concede al vettore un potere contrattuale enorme nei confronti delle istituzioni regionali. Gli aerei costituiscono per loro natura beni mobili facilmente ricollocabili. Qualora le condizioni economiche o le tasse aeroportuali sarde diventassero meno competitive, la dirigenza potrebbe spostare i voli verso destinazioni calde come Marocco, Grecia, Croazia o Turchia nel giro di una sola stagione, provocando un danno economico incalcolabile all’indotto turistico isolano.

L’appello per una strategia comune sui trasporti

La salvaguardia del turismo richiede una profonda riflessione politica e una programmazione a lungo termine. Gli albergatori chiedono interventi per tutelare i collegamenti, evitando decisioni unilaterali che possano indurre la compagnia a tagliare i voli. La stabilità economica dell’isola dipende dalla capacità di mantenere queste rotte fondamentali, garantendo la presenza dei visitatori stranieri e il diritto alla mobilità per tutti i cittadini sardi durante tutto l’anno.