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Capoterra

Lavori a giugno e luglio sulla 195, Pula e Villa San Pietro in rivolta: “Caos e danni al turismo”

Maggio 28, 2026 · Cristian Melis

Polemiche sui lavori per la statale 195 Sulcitana nel 2026

L’annuncio del prossimo avvio dei cantieri sulla Strada Statale 195 “Sulcitana” accende un travolgente dibattito politico e sociale nel sud della Sardegna. La decisione dell’ANAS di aprire le aree di lavoro l’8 giugno, per riparare i vistosi danni che il Ciclone Harry ha causato lo scorso gennaio, solleva la netta contrarietà delle amministrazioni comunali di Capoterra e Pula. I primi cittadini del territorio considerano la scelta dei tempi un vero e proprio schiaffo all’economia locale, capace di paralizzare il traffico automobilistico proprio in coincidenza con l’inizio della stagione turistica balneare. Le opposizioni e i comitati cittadini si uniscono alla protesta, preannunciando settimane di forte tensione istituzionale attorno alle scelte di viabilità della provincia.

Le accuse dei primi cittadini: viabilità inadeguata e tempi sbagliati

Il fronte del no ai cantieri estivi vede in prima linea i rappresentanti istituzionali dei territori costieri. La sindaca di Capoterra, Marina Madeddu, esprime pubblicamente una profonda irritazione per la gestione della pratica da parte degli enti stradali. Secondo l’amministratrice, l’avvio delle opere senza la previa apertura dell’ultimo lotto a quattro corsie della Statale 195 bis (nel segmento Capoterra-Macchiareddu) configura una grave mancanza di programmazione. Madeddu lancia inoltre l’allarme sulle condizioni strutturali della strada consortile di Macchiareddu, l’arteria che riceverà tutto il traffico deviato in direzione Cagliari: il manto stradale attuale versa in condizioni pessime e rischia un rapido deterioramento sotto l’effetto della nuova mole di veicoli.

Alle voci di protesta si aggiunge quella del sindaco di Pula, Walter Cabasino, il quale sposta l’accento sulle pesanti ripercussioni economiche. Scegliere i mesi di giugno e luglio per un intervento di questa portata significa, secondo Cabasino, compromettere l’accessibilità alle strutture ricettive e scoraggiare i visitatori diretti verso le spiagge della costa sudoccidentale, storicamente vitali per l’economia dell’isola.

La difesa dell’ANAS e della Regione: il rischio è la chiusura totale

Di fronte al moltiplicarsi delle contestazioni, i vertici compartimentali dell’ANAS e l’Assessorato Regionale ai Lavori Pubblici difendono la legittimità e l’urgenza del provvedimento. I tecnici spiegano che lo slittamento del cantiere alla stagione autunnale non risulta percorribile a causa di vincoli di carattere amministrativo e contrattuale.

L’argomentazione principale degli enti regionali tocca però la sicurezza collettiva: posticipare le opere di consolidamento tra il chilometro 7,200 e il chilometro 8,900 esporrebbe la carreggiata, già fortemente indebolita dalle mareggiate di inizio anno, all’azione dei primi fortunali autunnali. Un eventuale cedimento strutturale durante l’inverno costringerebbe le autorità a decretare la chiusura totale della Statale 195, isolando completamente i centri abitati della costa. La prospettiva di un blocco definitivo ha spinto i decisori politici a confermare il piano originario, nonostante l’impatto negativo sui flussi turistici.