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Cagliari, il sogno nel fango dei giovani asiatici: “Vogliamo un vero campo da cricket”

Maggio 31, 2026 · Cristian Melis

Un nuovo campo da cricket a Cagliari

La passione supera ogni ostacolo e trasforma una distesa polverosa in un palcoscenico di festa e integrazione. Nello sterrato di Santa Gilla, a Cagliari, i giovani scendono in campo con la mazza piatta in mano e la voglia di lanciare la grossa palla il più lontano possibile. L’area accoglie in questi giorni la seconda edizione della CSC Premier League, il torneo di cricket che bissa il successo dello scorso anno. Centinaia di ragazzi provenienti da Bangladesh, Pakistan, India e Afghanistan si sfidano sotto il sole della Sardegna, uniti dall’amore per una disciplina che in Asia rappresenta una vera religione e che oggi trova casa nel capoluogo sardo. Molti di loro fanno parte del Cagliari Sporting Club, un’associazione che promuove l’inclusione attraverso il gioco e l’attività fisica.

Il sogno di un vero impianto sportivo

L’entusiasmo dei partecipanti riempie lo spazio, ma le difficoltà logistiche restano evidenti. L’organizzatore dell’evento, il ventiduenne di origine bengalese Mohin Uddin, esprime chiaramente la visione del gruppo: “L’obiettivo è sempre quello di far conoscere questo sport e pubblicizzare l’idea di un torneo a 8 rappresentative da tenere qui a Cagliari”. Il vero nodo cruciale, tuttavia, riguarda il luogo dove giocare. Questi giovani, quasi tutti sotto la soglia dei trent’anni, desiderano un vero campo da cricket regolamentare.

Via Campo Scipione

Attualmente lo sterrato di via Campo Scipione offre una soluzione provvisoria. Uddin commenta così la scelta della sede: “A noi andrebbe bene anche questo per dimensione e posizione, ma sappiamo che qui dovrebbe sorgere il parco San Paolo, come in progetto da qualche anno”. In attesa di sviluppi, i giocatori sistemano il terreno con i propri mezzi, ma cercano una stabilità definitiva: “Stiamo cercando di sistemarlo come possibile. Ma se si trovasse un altro spazio andrebbe benissimo”.

Le barriere economiche e la ricerca di sponsor

Praticare questo sport ad alti livelli comporta spese notevoli per l’acquisto di protezioni, mazze e palline regolamentari. I ragazzi del Cagliari Sporting Club gestiscono l’attività con enormi sacrifici personali. Uddin lancia un appello accorato per ottenere un supporto finanziario esterno: “C’è bisogno anche di un aiuto economico e magari di uno sponsor. Al momento io e i pochi soci presenti ci stiamo sostenendo con mezzi nostri. Ma per molti di noi questo può essere difficilmente sostenibile”. Il supporto logistico e finanziario di partner privati o della città permetterebbe un salto di qualità decisivo per l’intero movimento sportivo.

La risposta del Comune e i progetti di inclusione

Le richieste dei ragazzi raggiungono finalmente i palazzi della politica locale. Michele Boero, presidente della Commissione Sport del Comune di Cagliari, affronta la questione con un’apertura importante, spiegando che l’amministrazione valuta un elenco di impianti cittadini da potenziare e riqualificare. Boero garantisce una forte attenzione verso le nuove realtà sociali: “Certamente, con mentalità inclusiva, cercheremo di dare spazio all’interno dell’area urbana anche a quegli sport tipici e tradizionali di specifiche comunità”. L’avvocato Aldo Pintor coordina la costante interazione tra la municipalità e la comunità asiatica. Il presidente della Commissione Sport ammette la mancanza attuale di un impianto idoneo per il cricket, ma traccia una linea chiara per il futuro: “In città non ci sia uno spazio idoneo al cricket. Ma è altrettanto vero che l’amministrazione ha preso in carica questo progetto, con attenzione e interazione costante, mediata dall’avvocato Aldo Pintor, con questa comunità. Di sicuro nostra intenzione è dare a tutti i cittadini gli spazi per praticare sport”.

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L’importanza dell’integrazione giovanile attraverso lo sport

Le manifestazioni come la CSC Premier League dimostrano il potere aggregativo dello sport nei contesti urbani moderni. Centinaia di residenti e curiosi frequentano lo spazio di via Campo Scipione per applaudire i battitori e comprendere le regole di un gioco affascinante. I giovani atleti asiatici creano ponti culturali stabili con i coetanei sardi, abbattendo barriere e pregiudizi grazie a una competizione sana. La nascita di una struttura ufficiale non rappresenta soltanto un traguardo sportivo, ma costituisce un investimento sociale fondamentale per la coesione della Cagliari del futuro.