Polemica a Cagliari: “Tagliati senza motivo gli stipendi della polizia locale”
Caos stipendi al Comune di Cagliari con le buste paga della polizia Locale alleggerite a maggio, scatta l’interrogazione comunale
Buste paga, stipendi “tagliati” ai 250 agenti della polizia Locale di Cagliari, regna il malumore. Nel mese di maggio 2026, gli agenti del capoluogo sardo si sono visti recapitare cedolini sensibilmente decurtati a causa del mancato pagamento delle competenze accessorie. Una situazione emersa ufficialmente il 22 maggio tramite una nota sindacale e subito trasformatasi in un caso politico di rilievo, culminato il 28 maggio con il deposito di una interrogazione (primo firmatario Pierluigi Mannino, capogruppo di FdI) indirizzata al sindaco Massimo Zedda
Il blocco delle indennità e dello straordinario
L’omissione non riguarda voci marginali, ma prestazioni lavorative già ampiamente rese dal personale nei mesi scorsi, elementi che per molte famiglie rappresentano una quota essenziale del reddito mensile.
Come evidenziato dal documento nei cedolini di maggio mancano le indennità di turnazione, il compenso per il servizio esterno, le indennità di disagio e straordinari. Tra questi ultimi figurano lo straordinario ordinario, quello per conto terzi e lo straordinario elettorale, oltre alle rispettive maggiorazioni di legge.
L’iniziativa ispettiva promossa da un folto gruppo di consiglieri comunali di opposizione. Dopo Mannino, si sono aggiunti Corrado Maxia, Ferdinando Secchi, Stefania Loi, Roberto Mura, Edoardo Tocco, Roberta Sulis, Alessandra Zedda e Marcello Corrias.
Il nodo dei diritti: “Prestazioni già rese, non è discrezionalità”
Nel documento viene posto l’accento sulla natura di questi emolumenti. All’interno del testo viene rimarcato con fermezza che le somme non liquidate “costituiscono retribuzione dovuta a fronte di prestazioni già rese dal personale”. Non si tratta, dunque, di premi o bonus legati alla discrezionalità ma di veri e propri diritti contrattuali.
Il danno, secondo l’opposizione, è duplice. Da un lato vi è l’immediato e “evidente pregiudizio economico per i lavoratori interessati”, costretti a fare i conti con entrate inferiori.
Dall’altro, si contesta la lesione del “legittimo affidamento riposto nella regolare corresponsione di tali emolumenti”, un principio cardine che dovrebbe regolare i rapporti tra la pubblica amministrazione e la propria forza lavoro.
Cagliari, stipendi della polizia Locale più leggeri: le 6 domande al sindaco
L’atto ispettivo si articola in sei quesiti precisi e urgenti, volti a fare piena luce sull’accaduto e a individuare le responsabilità:
- Le cause del blocco: Si chiede innanzitutto di chiarire quali siano i motivi tecnici o gestionali che hanno provocato l’omessa liquidazione nel cedolino di maggio.
- Disguido o problema strutturale: I consiglieri domandano se si tratti di un mero «disguido di natura tecnica, amministrativa o organizzativa» o se l’episodio sia la spia di una criticità strutturale più profonda nella gestione dei flussi di pagamento dell’Ente.
- Iniziative urgenti: Viene richiesto quali provvedimenti immediati intenda assumere la Giunta per corrispondere subito le somme spettanti ai dipendenti.
- I tempi del saldo: L’interrogazione pretende una data certa entro la quale avverrà la completa regolarizzazione dei pagamenti sospesi.
- Misure preventive: Si sollecita l’introduzione di modifiche organizzative e procedurali per scongiurare il rischio che simili anomalie si ripetano in futuro.
- Confronto con i sindacati: Infine, si domanda se l’Amministrazione intenda avviare un tavolo di chiarimento ufficiale e urgente con le rappresentanze sindacali e con tutto il personale colpito dal disservizio.
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Richiesta di impegni definitivi
Oltre alle risposte ai singoli quesiti, Pierluigi Mannino e gli altri consiglieri pretendono che palazzo Bacaredda espliciti con chiarezza le determinazioni assunte per porre rimedio all’errore. L’obiettivo finale dei consiglieri è ottenere garanzie scritte e azioni concrete affinché venga assicurata, in via definitiva e senza ulteriori sussulti, la regolare e puntuale erogazione di tutte le competenze accessorie future.
La palla passa ora al sindaco e alla Giunta comunale, chiamati a rispondere formalmente a un’istanza che non è solo politica, ma che tocca da vicino i diritti e la serenità economica di centinaia di lavoratori dei servizi pubblici cittadini.