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Protesta a Cagliari: “In viale Merello tagliati 40 parcheggi su 100”

Giugno 18, 2026 · Cristian Melis

Il Comune taglia i parcheggi in viale Merello a Cagliari

Un durissimo scontro politico e burocratico investe uno degli assi viari storici più importanti e monumentali del capoluogo sardo. Il caos viale Merello a Cagliari: scatta l’interrogazione comunale che mette sotto la lente d’ingrandimento un appalto milionario, accendendo i riflettori su una serie di presunte e gravi irregolarità procedurali. Il consigliere comunale Pierluigi Mannino ha depositato stamattina un formale e dettagliato rivolto al Sindaco e alla Giunta, denunciando una gestione frettolosa che metterebbe a rischio oltre 9,5 milioni di euro di finanziamenti comunitari.

La Giunta comunale ha approvato a febbraio il Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica (Pfte) per la riqualificazione funzionale del viale, pianificando un investimento complessivo da oltre 12 milioni di euro. L’operazione attinge circa 2,5 milioni dalle casse municipali e la restante parte dai fondi europei del programma PN Metro Plus 2021-2027. L’intervento tocca un’area urbana di pregio straordinario, circondata da beni del calibro dell’Orto Botanico universitario, del Convento dei Cappuccini, di Villa Satta e di Villa Devoto, sede ufficiale della Presidenza della Regione.

Un progetto incompleto spedito direttamente in gara

Il primo affondo dell’interrogazione colpisce lo stato di definizione tecnica dell’elaborato posto a base della gara d’appalto, il cui bando è scaduto lo scorso 13 maggio. Mannino evidenzia come la stessa documentazione ufficiale del Comune ammetta la natura incompleta del piano. Le relazioni interne riconoscono l’impossibilità di quantificare alcune lavorazioni e la totale assenza di indagini preventive sulle interferenze dei sottoservizi sotterranei.

Secondo il consigliere la Giunta ha infatti stanziato oltre 381mila euro all’interno del quadro economico per scaricare la redazione della progettazione definitiva ed esecutiva sulle spalle dell’impresa privata aggiudicataria. Questo meccanismo creerebbe un modello che costringerebbe gli imprenditori a formulare offerte economiche vincolanti su un’opera di cui nessuno conosce ancora le reali caratteristiche geometriche, costruttive e materiche.

Il nodo dei vincoli paesaggistici e del rischio archeologico

L’atto ispettivo solleva dubbi pesantissimi anche sul rispetto delle tutele ambientali e storiche, considerando che il Piano Urbanistico Comunale classifica viale Merello come area ad alto rischio idrogeologico e archeologico. La norma impone il completamento di una verifica preventiva dell’interesse archeologico prima dell’approvazione del progetto, ma la delibera della Giunta non riporta la trasmissione formale degli elaborati alla Soprintendenza. I tecnici statali hanno concesso esclusivamente un parere generico sulla sorveglianza di cantiere, esponendo i futuri scavi al rischio di blocchi improvvisi in caso di ritrovamento di reperti storici.

Lo scenario appare altrettanto critico sul fronte del vincolo paesaggistico. Il Comune ha aperto la gara d’appalto senza possedere l’autorizzazione paesaggistica definitiva della Soprintendenza, la quale ha rilasciato soltanto un parere preliminare condizionato. Il bilancio dei tempi contrattuali rivela una clamorosa incongruenza matematica: il capitolato concede all’impresa appena 60 giorni per redigere il progetto definitivo, mentre la procedura paesaggistica di legge richiede un minimo inderogabile di 85 giorni. Un eventuale parere negativo degli organi di tutela costringerebbe l’ente pubblico a una totale riscrittura del piano, provocando enormi contenziosi legali e penali con l’impresa.

La scure sui parcheggi e le richieste alla Giunta

L’ultimo capitolo della contestazione riguarda l’impatto della riqualificazione sulla vita quotidiana di circa 400 nuclei familiari e dei commercianti della zona. Il piano cancella infatti il 42,7% della sosta esistente, riducendo gli stalli stradali da 105 a 74. L’amministrazione ha approvato questo drastico taglio senza condurre alcuna analisi preventiva sulla domanda di sosta, senza individuare aree alternative di compensazione e senza calcolare i costi reali per i residenti. Questa scelta si somma alla sistematica riduzione dei parcheggi nel centro urbano, dopo la rinuncia al multipiano di Via Roma, l’abbandono di Piazza Yenne e i tagli in Viale Trieste.

Attraverso l’interrogazione, il Consiglio Comunale chiede ora risposte scritte e immediate alla Giunta. Mannino esige di conoscere lo stato esatto dell’aggiudicazione e sollecita una valutazione trasparente sul rischio di perdere i fondi europei a causa dei vizi procedurali. Il documento propone infine la sospensione cautelativa di tutta la procedura di gara per sanare le lacune tecniche e paesaggistiche prima della firma del contratto, tutelando l’erario pubblico e i diritti dei cittadini.