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Allerta per il caldo record in arrivo, a Cagliari picchi di 41 gradi e notti tropicali

Giugno 27, 2026 · Paolo Rapeanu

La Sardegna si prepara a fare i conti con una nuova e ancor più spaventosa ondata di calore che rischia di paralizzare l’isola e far schizzare la colonnina di mercurio su livelli da pieno allarme.

Il Centro Funzionale Decentrato di Protezione Civile ha infatti diramato in data odierna un drammatico bollettino ufficiale di condizioni meteo avverse.

L’avviso istituzionale, per il quale è stata espressamente richiesta la massima e capillare diffusione a livello regionale, entrerà formalmente in vigore a partire dalle ore dodici di domani, domenica 28 giugno, e si protrarrà ininterrottamente sino alle ore diciotto di lunedì 29 giugno 2026.

Le proiezioni dei modelli meteorologici delineano uno scenario di estrema criticità bioclimatica per l’intero territorio isolano.

Un imponente promontorio di matrice subtropicale africana si distenderà con forza sul bacino del Mediterraneo occidentale, posizionando il suo nucleo più rovente proprio sopra la Sardegna.

Questa configurazione barica darà vita a giornate caratterizzate da una totale assenza di ventilazione e da tassi di umidità che accentueranno notevolmente la percezione fisica del calore, esponendo la popolazione, la fauna e l’intero patrimonio boschivo a rischi elevatissimi.

La mappa del grande caldo con picchi oltre i 40 gradi nelle pianure

Il bollettino della Protezione Civile indica con assoluta precisione che l’escalation termica entrerà nella sua fase più acuta e pericolosa a partire dalle ore centrali della giornata di domenica.

Le temperature massime al suolo si presenteranno diffusamente elevate su tutto il territorio regionale, superando stabilmente e senza alcuna difficoltà la soglia psicologica e fisica dei 34 gradi centigradi, persino nelle aree costiere solitamente rinfrescate dalle brezze marine. Nelle vallate interne e nei territori collinari riparati l’aria diventerà rovente, spingendo le temperature su valori localmente molto elevati e superiori ai 37 gradi centigradi.

La situazione si farà invece incandescente in alcune specifiche macro-regioni della Sardegna, storicamente soggette all’accumulo termico a causa della loro conformazione geomorfologica.

Gli esperti meteo della Protezione Civile hanno inserito nella massima fascia di rischio la piana di Ozieri, il Medio Campidano, la Marmilla e la piana di Ottana. In queste ampie distese pianeggianti l’irraggiamento solare estivo, combinato con la compressione dell’aria verso il basso, farà registrare picchi termici eccezionali compresi tra i 40 e i 41 gradi centigradi.

Si tratta di temperature estreme che metteranno a durissima prova la resistenza del corpo umano e che aumenteranno in modo esponenziale il pericolo di autocombustione o di rapida propagazione degli incendi nelle campagne, già pesantemente inaridite dalla scarsità di precipitazioni.

L’afa non dà tregua dopo il tramonto e assedia le aree urbane

Il vero elemento di novità e di forte criticità per la salute pubblica contenuto in questo avviso ministeriale è rappresentato dalla drastica assenza di refrigerio notturno.

Il fenomeno, che gli esperti definiscono scientificamente con il termine di notti tropicali, interesserà la gran parte della superficie regionale.

Nel corso della notte a cavallo tra domenica e lunedì, le temperature minime faranno registrare valori eccezionalmente alti, rimanendo costantemente al di sopra dei 20-22 gradi centigradi e impedendo di fatto alle strutture abitative e ai terreni di disperdere il calore accumulato durante l’intensa insolazione diurna.

Questa situazione si manifesterà in modo particolarmente marcato e opprimente all’interno delle principali aree urbane dell’isola, da Cagliari a Sassari, passando per Nuoro e Oristano. Le grandi città sarde subiranno l’effetto combinato dell’afa e dell’isola di calore urbana.

L’asfalto, i palazzi, le strade in cemento e le automobili in sosta rilasciano gradualmente il calore trattenuto di giorno proprio durante le ore buie, creando una sorta di cappa termica sopra i quartieri densamente popolati.

La mancanza di ventilazione e l’alto tasso di umidità impediranno al sudore di evaporare correttamente, alterando i meccanismi di termoregolazione corporea e rendendo il riposo notturno estremamente difficile, un fattore che amplifica la spossatezza e i malori fisici.

Le regole sanitarie e i comportamenti di autotutela da seguire

In presenza di un quadro meteorologico così severo e prolungato nel tempo, le istituzioni regionali e le aziende sanitarie locali raccomandano la massima prudenza e invitano i cittadini ad adottare comportamenti improntati alla prudenza e all’autotutela.

Le attenzioni principali devono essere rivolte alle fasce di popolazione più vulnerabili e biologicamente esposte ai danni da calore, quali gli anziani, i malati cronici affetti da patologie cardiovascolari o respiratorie, i neonati e i bambini piccoli.

La prima e fondamentale regola di sicurezza prevede di evitare tassativamente l’esposizione diretta al sole e di non praticare alcun tipo di attività fisica o sportiva all’aperto nelle ore centrali della giornata, nello specifico nella fascia oraria compresa tra le undici del mattino e le diciotto del pomeriggio.

È di vitale importanza mantenere una corretta e costante idratazione corporea, sforzandosi di bere molta acqua a intervalli regolari anche in assenza dello stimolo immediato della sete, riducendo o eliminando del tutto il consumo di bevande gassate, liquidi eccessivamente zuccherati, caffè e alcolici, che accelerano i processi di disidratazione e aumentano la sudorazione.

Nelle ore diurne è consigliabile proteggere l’ambiente domestico chiudendo le finestre, le persiane e le tende per schermare i vetri dai raggi solari, provvedendo ad areare i locali soltanto la sera tardi o al mattino presto, quando le temperature esterne risultano leggermente più basse.

Dal punto di vista alimentare, i medici suggeriscono di privilegiare pasti leggeri e digeribili, basati su un alto consumo di frutta e verdura fresca, limitando i cibi grassi, elaborati o eccessivamente salati. Una nota di attenzione viene riservata anche agli animali domestici, i quali non devono mai essere lasciati all’interno di auto parcheggiate al sole, neanche per pochissimi minuti, e devono sempre disporre di ampie zone d’ombra e di ciotole con acqua fresca costantemente rinnovata. Il Centro Funzionale Decentrato continuerà a seguire l’evoluzione dei parametri meteo per valutare se la morsa dell’afa concederà una tregua a partire da martedì o se sarà necessario estendere l’allerta.