Caldo asfissiante, tutti in fuga al Poetto: lungomare invaso e parcheggi esauriti da Cagliari a Quartu
Tutti in fuga al Poetto, pienone da Cagliari a Quartu
Un sabato di fine giugno che indossa, senza troppi complimenti, i panni infuocati di un torrido ferragosto. La prima vera “bomba di calore” dell’anno ha investito il capoluogo sardo, trasformando la città in un enorme specchio di cemento rovente e spingendo migliaia di cagliaritani (e non solo) all’unica via di fuga praticabile: il Poetto.
La lunghissima spiaggia centenaria, che unisce Cagliari e Quartu, è diventata il palcoscenico di un esodo di massa fin dalle prime ore del mattino.
Il termometro, che ha sfiorato cifre record per l’inizio dell’estate, non ha lasciato scelta. Chiunque abbia potuto ha abbandonato le mura domestiche, dove l’aria condizionata faticava a tenere il passo, per cercare un briciolo di refrigerio tra le onde e la brezza marina.
Assalto al litorale: parcheggi esauriti in tempo record
Il termometro della crisi logistica è saltato già intorno alle nove del mattino. L’asse viario che conduce al mare, solitamente scorrevole nelle prime ore del giorno, si è trasformato in un serpentone di lamiere sotto il sole cocente.
- Viale Poetto e Lungomare: Traffico paralizzato e auto a passo d’uomo alla ricerca disperata di un millimetro di ombra.
- I parcheggi: Sia i grandi spiazzi sterrati che le strisce blu lungo la carreggiata sono andati esauriti a tempo di record. Già prima delle dieci, i cartelli “virtuali” confermavano l’inevitabile tutto esaurito.
- La caccia al posto: Molti automobilisti, esasperati dall’attesa, hanno iniziato a girare a vuoto nelle vie interne del quartiere del Sole e di Marina Piccola, congestionando anche le zone residenziali normalmente più tranquille.
L’assalto non ha risparmiato i mezzi pubblici. I bus della linea PF, PQ e il frequentatissimo QS sono rimasti presi d’assalto per tutta la mattinata.
Scenari da pieno agosto: la spiaggia è un mosaico colorato
Una volta superato lo scoglio del traffico e della sosta, lo spettacolo che si è palesato davanti agli occhi dei bagnanti era degno del weekend più caotico di metà agosto. La sabbia del Poetto è stata letteralmente coperta da un mosaico infinito di ombrelloni di ogni colore.
Dalla prima fermata fino al Margine Rosso, lo spazio vitale si è ridotto al minimo. I baretti, storici punti di riferimento della movida e del relax diurno, hanno lavorato a pieno ritmo fin dall’alba, registrando il tutto esaurito per colazioni, pranzi e, ovviamente, per la vendita di acqua e bibite ghiacciate.
Il vero e proprio salvagente per le migliaia di persone accorse sul litorale è stato, ovviamente, il mare. L’acqua, eccezionalmente limpida e calma grazie a una leggera brezza, si è trasformata in una gigantesca piscina collettiva.
Grandi e bambini hanno trascorso ore a mollo, unico modo efficace per contrastare una temperatura percepita che, a causa dell’altissima umidità, ha superato di slancio i livelli di guardia.