Svolta anti allagamenti a Pimentel: pronto il piano per mettere in sicurezza il paese
Allagamenti a Pimentel: sì all’approvazione del piano di regimazione delle acque meteoriche
Il Comune di Pimentel accelera sulla messa in sicurezza del proprio centro urbano e definisce un piano infrastrutturale per risolvere le criticità idrauliche del paese. L’intervento, progettato per porre fine ai continui disagi subiti dai residenti, attende ora il via libera definitivo da parte dell’assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente. L’obiettivo primario punta a regimare le acque meteoriche di corrivazione che attualmente, a causa di gravi carenze nei sistemi di raccolta e smaltimento, creano situazioni di serio pericolo per la pubblica incolumità.
Le criticità maiores si concentrano in due intersezioni stradali strategiche: l’incrocio tra via Roma, via Zanardelli e via Aldo Moro, e l’incrocio tra via Roma e via Piras. In queste zone, in concomitanza con eventi piovosi anche di scarsa intensità, si verificano pesanti allagamenti della carreggiata. Il fenomeno appare aggravato dal fatto che la maggior parte delle strade posizionate a monte risulta priva di impianti per il deflusso delle acque bianche, che di conseguenza scorrono lungo la viabilità urbana fino a paralizzare il traffico.
La diagnosi dei tecnici: caditoie insufficienti a monte
Per individuare la causa esatta dei continui allagamenti, i tecnici comunali hanno eseguito un rilievo plano-altimetrico dei manufatti fognari e una serie di sopralluoghi ispettivi. Le analisi sul campo confermano che via Roma possiede un sistema di caditoie collegate a una condotta in calcestruzzo del diametro di 500 millimetri. Questa tubazione raccoglie i flussi meteorici delle aree superiori e li scarica nella cunetta laterale destra della strada provinciale numero 33, in direzione Cagliari. Al contrario, le vie Zanardelli, Moro e Piras risultano completamente sguarnite di impianti di raccolta.
I tecnici hanno così individuato due distinti bacini idrografici nel Piano Urbanistico Comunale (PUC). Il Bacino 1 raccoglie i flussi di via Dante, via Moro, via Manzoni, via Carducci, via Don Sturzo e via Zanardelli. Il Bacino 2 drena invece via Leopardi, via Petrarca, via Piras, via Europa, via Caduti di Nassirya, via Segni e via Lussu. Durante i temporali intensi, la condotta di via Roma va in crisi: l’acqua scavalca la carreggiata e si riversa interamente su via Piras. Dove l’unica caditoia presente non riesce a smaltire la portata, trasformando l’incrocio in un lago.
Quattro interventi mirati per ridisegnare la rete idrica
Le opere in progetto sfrutteranno il dislivello favorevole esistente tra l’incrocio di via Piras e l’argine del “Rio Mesu Bidda” (Gora Santessu). Questa pendenza naturale permetterà la costruzione di un canale di scarico dedicato alle sole acque bianche. I lavori dureranno complessivamente 100 giorni naturali e consecutivi. E richiederanno l’allestimento di un’area di cantiere a norma e l’esproprio per pubblica utilità di una porzione di terreno agricolo per la posa del canale finale e di una pista di servizio.
La strategia ingegneristica si articola in quattro lotti funzionali:
- Intervento 1 (Incrocio via Roma-via Zanardelli-via Moro): posa di due canalette in ghisa (sezione 50×50 centimetri), lunghe rispettivamente 7,30 metri e 9,15 metri, per convogliare i flussi verso la condotta esistente da 500 millimetri, capace di smaltire fino a 0,5 metri cubi al secondo.
- Intervento 2 (Via Piras): installazione di una canaletta a 80 metri a monte dell’incrocio e di altre tre griglie in prossimità di via Roma, collegate tramite tubazioni in PVC (diametro 300 e 400 millimetri) verso un grande pozzetto di snodo denominato “Pozzetto A”.
- Intervento 3 (Attraversamento via Roma): dal Pozzetto A le acque supereranno via Roma attraverso un canale prefabbricato in cemento armato (alto 80 centimetri e largo 1,20 metri) fino al “Pozzetto B”, supportato da una griglia da 3 metri sulla cunetta sinistra della provinciale.
- Intervento 4 (Canale di recapito finale): realizzazione di un condotto in opera (sezione 0,80×1,40 metri) dotato di copertine amovibili per la pulizia dei sedimenti.
Il tracciato finale verso il rio Mesu Bidda
La parte conclusiva dell’infrastruttura si svilupperà in tre segmenti consecutivi per superare le interferenze con la fognatura nera preesistente. Il primo tratto, lungo 44 metri, collegherà il Pozzetto B al Pozzetto C. Passando sopra la condotta fognaria superficiale prima di compiere una deviazione a 90 gradi.
Il secondo segmento coprirà una distanza di 59 metri tra il Pozzetto C e il Pozzetto D. Infine, gli ultimi 25,50 metri di canale condurranno le acque meteoriche fino al manufatto di sbocco nel rio Mesu Bidda (noto anche come rio Funtana Brebeis). Il cui fondo si attesta a un’altezza di 1,15 metri sopra il letto del fiume. Grazie a questa configurazione, il Comune punta a risolvere in modo definitivo il problema degli allagamenti a Pimentel con l’approvazione del piano di regimazione delle acque meteoriche. Garantendo finalmente strade sicure e asciutte anche in caso di forti nubifragi.