Sgombero a Cagliari, l’assessora Puddu: “La famiglia ha già un alloggio, non lasciamo nessuno in strada”
Sgombero a Cagliari, parla l’assessora Puddu: “La famiglia ha già un alloggio, non lasciamo nessuno in strada”
L’assessora alle Politiche Sociali di Cagliari, Anna Puddu, chiarisce la posizione dell’amministrazione sul caso della famiglia con 8 figli che ha occupato la scuola di via Meilogu.
“Nei locali scolastici non si può stare. La persona è già assegnataria di una casa popolare, se il nucleo è composto da tante persone occorre seguire le regole e fare domanda per la mobilità”. Così l’assessora alle Politiche sociali Anna Puddu commenta la vicenda dello sgombero avvenuto stamattina.
Le prime luci dell’alba hanno portato una ventata di altissima tensione nel cuore del quartiere di Is Mirrionis, dove si è svolto un delicato intervento di ordine pubblico che ha rischiato di trasformarsi in un dramma sociale. Un massiccio dispiegamento di volanti della polizia, carabinieri e agenti della polizia locale ha presidiato l’area per dare esecuzione a un provvedimento di sfratto immediato. Al centro della vicenda c’è la struttura interna alla scuola di via Meilogu a Cagliari.
La posizione del Comune e il piano di monitoraggio
Sulla concitata operazione di sgombero interviene direttamente l’assessora alle Politiche Sociali del Comune di Cagliari, Anna Puddu
L‘assessora spiega: “I locali della scuola oggetto di discussione al Comitato provinciale su ordine e sicurezza che ha dato l’input di provvedere al rilascio. Devono essere tutti liberati, tenendo sotto controllo le situazioni più delicate”.
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Le regole per le case popolari e la mobilità
Il fulcro della questione burocratica emerge con chiarezza dalle parole dell’esponente della giunta. La donna di 39 anni al centro dello sfratto risulta infatti già legittima titolare di un appartamento concesso dal Comune nella vicina via Bosco Cappuccio. Se il nucleo familiare si allarga rispetto alla superficie della casa originale, la legge prevede un iter specifico.
L’assessora invita ufficialmente la famiglia a seguire le regole vigenti: “La persona è assegnataria di una casa popolare, se il nucleo è composto da tante persone occorre fare domanda per la mobilità”. Questo strumento amministrativo permette ai nuclei numerosi di richiedere il trasferimento in un alloggio Erp di dimensioni maggiori.
Solo attraverso il rispetto delle procedure legali l’amministrazione può garantire l’equità sociale, tutelando sia i diritti dei disabili sia i diritti delle centinaia di famiglie.
La difesa dell’assessorato e le stanze in casa albergo
“I Servizi sociali non lasciano mai nessuno per strada”, spiega Anna Puddu, “specialmente quando l’operazione coinvolge nuclei familiari con evidenti fragilità o con minori a carico. Rispetto ai provvedimenti di sgombero, nessuna persona che ha fragilità viene lasciata sola. Io ho aperto 16 stanze in Casa Albergo, offrendo una sistemazione temporanea dignitosa e sicura. Ci sono situazioni di persone che si trovano in difficoltà. Ma io non ho mai lasciato nessuno in strada”.
Il Comune sta procedendo a un monitoraggio a tappeto degli edifici pubblici e degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp) occupati abusivamente. “Stiamo mandando avanti una verifica molto severa dei locali e delle case occupate per far poi scorrere le graduatorie”.
Questo maxi accertamento serve per far scorrere regolarmente le liste comunali, garantendo il diritto alla casa a chi aspetta il proprio turno.