Sestu applaude il suo giovane medico eroe: “Si è infortunato per salvare la vita a un paziente”
Giovane medico eroe festeggiato nella sua Sestu
Giovane medico eroe festeggiato nella sua Sestu. Ci sono momenti in cui il ruolo di un primo cittadino smette di essere una questione di delibere, bilanci e ordinanze, per diventare pura testimonianza dei valori più alti di un territorio.
È questo lo spirito con cui il sindaco di Sestu, Michele Cossa, ha voluto condividere e porre all’attenzione pubblica una storia straordinaria che arriva direttamente dalle corsie d’ospedale.
In un periodo storico in cui il dibattito sulla sanità pubblica è costantemente dominato dalle criticità, dai tagli e dalle infinite difficoltà strutturali, il primo cittadino ha scelto di dare voce a un episodio di profonda umanità e professionalità, capace di riscaldare il cuore e restituire fiducia nelle istituzioni e nel genere umano.
LEGGI ANCHE: Castiadas, si tuffa e salva un bagnante che stava annegando: premiato carabiniere eroe
Sestu, applausi per il giovane medico eroe: ecco cosa ha fatto
La vicenda ha come protagonista il dottor Matteo Vacca, un giovane medico sestese di appena 31 anni, la cui determinazione ha salvato una vita a costo della propria salute.
Il sindaco Cossa ripercorre i fatti con visibile commozione, delineando i contorni di un intervento drammatico avvenuto all’ospedale Sirai di Carbonia. Durante un delicatissimo codice rosso per arresto cardiaco, Vacca si è trovato a lottare contro il tempo insieme alla sua équipe per salvare un paziente.
È stato durante quelle concitate e faticose manovre di rianimazione che il giovane medico ha subìto un serio infortunio alla schiena. Eppure, nonostante il dolore improvviso e invalidante, non si è fermato.
Ha continuato a praticare il massaggio cardiaco fino a quando il cuore del paziente non ha ripreso a battere. Solo dopo, a emergenza conclusa, si è reso conto delle reali conseguenze fisiche di quello sforzo estremo.
Nel commentare l’accaduto, il sindaco Michele Cossa mette in evidenza non solo l’eroismo del gesto, ma la straordinaria caratura morale del giovane medico. “Colpiscono le sue parole, semplici e autentiche”, sottolinea Cossa, citando il medico: “Il paziente aveva bisogno di me, io passavo in secondo piano”.
Per il primo cittadino, questa totale dedizione all’altro rappresenta l’essenza più pura della vocazione medica. Ma c’è un altro dettaglio che ha profondamente colpito il sindaco: il fatto che Matteo abbia voluto immediatamente ridimensionare il proprio ruolo personale per esaltare il lavoro di squadra, rivolgendo un ringraziamento pubblico a medici, infermieri, operatori sanitari e a tutto il reparto del Sirai.
Un gesto di umiltà che dimostra come la grandezza di un professionista si veda anche dalla sua capacità di fare rete e valorizzare i propri colleghi.
Il racconto di Michele Cossa diventa così una riflessione più ampia sul valore terapeutico che queste storie hanno per l’intera società.