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Monastir, carabiniere preso a pugni nel Cpr: 20enne algerino arrestato e poi rimesso in libertà

Giugno 26, 2026 · Cristian Melis

Cagliari, pugno a un maresciallo nel Cpr: arrestato 20enne algerino

Un diverbio scoppiato all’interno del Centro di permanenza per i rimpatri di Cagliari si è concluso con l’arresto di un giovane algerino di 20 anni, accusato di aver sferrato un pugno a un maresciallo del 9° Battaglione “Sardegna” intervenuto per riportare la calma. Il protagonista della vicenda è Yossef Bakha, comparso ieri mattina davanti al giudice del Tribunale di Cagliari per l’udienza di convalida dell’arresto.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il militare sarebbe intervenuto durante una lite che coinvolgeva più ospiti del Cpr. Nel corso dell’intervento il ventenne avrebbe colpito il maresciallo con un pugno. Il militare avrebbe cercato di proteggersi il volto alzando le braccia, ma il colpo gli avrebbe comunque provocato una lesione giudicata guaribile in trenta giorni.

Dopo l’episodio il giovane è stato bloccato dagli operatori presenti nella struttura. La pubblico ministero Ginevra Grilletti ha quindi disposto l’arresto, portando il caso davanti all’autorità giudiziaria.

La decisione del giudice

L’udienza di convalida si è svolta nella mattinata di ieri al Tribunale di Cagliari. Al termine dell’esame degli atti, il giudice ha convalidato l’arresto eseguito dopo i fatti avvenuti all’interno del Centro di permanenza per i rimpatri.

Il magistrato, però, non ha ritenuto necessario applicare ulteriori misure cautelari nei confronti del ventenne. Per questa ragione ha disposto la sua liberazione, ritenendo sufficienti le limitazioni già previste dalla permanenza del giovane all’interno del Cpr.

La decisione consente quindi al procedimento penale di proseguire senza l’applicazione di nuove misure restrittive, mentre restano valide quelle connesse alla permanenza nella struttura.

La versione della difesa

A rappresentare Yossef Bakha è l’avvocata Manuela Mereu, che al termine dell’udienza ha spiegato la posizione del proprio assistito e il contesto nel quale sarebbe maturato l’episodio.

«Il mio assistito ha colpito uno dei poliziotti durante un diverbio che coinvolgeva più ospiti del Cpr. Ha già sostenuto, seppur in modo superficiale, una perizia psichiatrica al Santissima Trinità e non è emerso nulla. Il giudice ha ritenuto di lasciarlo libero perché valgono per lui le restrizioni attuali previste al Cpr.»

Le dichiarazioni del legale collocano quindi l’aggressione all’interno di una situazione caratterizzata da tensione tra più persone ospitate nel Centro di permanenza per i rimpatri. La difesa sottolinea inoltre che gli accertamenti psichiatrici svolti in precedenza non avrebbero evidenziato particolari problematiche.

La lesione riportata dal maresciallo

Il maresciallo del 9° Battaglione “Sardegna” ha riportato una lesione mentre cercava di proteggersi dal pugno. I sanitari hanno stabilito una prognosi di trenta giorni, elemento che assume rilievo nell’ambito del procedimento penale avviato dalla Procura.

L’intervento del militare rientrava nelle attività di controllo e gestione della sicurezza all’interno del Centro di permanenza per i rimpatri, struttura nella quale le forze dell’ordine garantiscono il rispetto delle regole e intervengono quando si verificano situazioni di tensione.

Le indagini proseguono

Con la convalida dell’arresto si apre ora la fase successiva dell’inchiesta. La Procura continuerà gli accertamenti per ricostruire nel dettaglio la dinamica dei fatti, valutare le responsabilità dei soggetti coinvolti e raccogliere eventuali ulteriori testimonianze.

Anche la difesa potrà presentare gli elementi ritenuti utili a chiarire quanto accaduto durante il diverbio.

Nel frattempo Yossef Bakha resta libero, ma continua a essere sottoposto alle limitazioni previste dalla permanenza nel Centro di permanenza per i rimpatri, come disposto dal giudice durante l’udienza.