Villaspeciosa, sfogo del sindaco dopo l’inferno di fuoco: “Coltivare vicino al paese sarà vietato”
Gianluca Melis, sindaco Villaspeciosa: lo sfogo dopo gli incendi
La drammatica domenica di roghi che sta devastando il sud Sardegna non solleva soltanto una gigantesca emergenza ambientale e di protezione civile, ma apre anche un durissimo scontro politico e normativo sulla gestione dei terreni agricoli vicini ai centri abitati. I pesanti focolai che hanno lambito diverse zone del Campidano hanno spinto le autorità locali a rompere il silenzio. Chi segue l’evoluzione della situazione legata a Villaspeciosa trova oggi una presa di posizione ufficiale senza precedenti, destinata a far discutere l’intero comparto agricolo e istituzionale della regione.
Lo sfogo del primo cittadino: “La sensibilizzazione non basta più”
La gravità degli eventi odierni, che hanno messo a dura prova i sistemi di soccorso, ha spinto il capo dell’amministrazione comunale a un intervento immediato e privo di diplomazia. Con profondo senso di responsabilità e grande determinazione, il primo cittadino ha voluto condividere una riflessione amara sulla sicurezza del territorio. Nonostante i ripetuti richiami formali inviati dal Comune nel corso dell’anno, la comunità si trova nuovamente a gestire situazioni di immenso pericolo che minacciano in modo diretto l’incolumità pubblica e l’integrità delle abitazioni dei residenti.
Il sindaco evidenzia come il ripetersi di tali episodi, indipendentemente dalla natura dolosa o colposa, renda evidente che gli strumenti di sensibilizzazione utilizzati finora non risultano più sufficienti per garantire la sicurezza. Per l’amministrazione è giunto il momento di un netto cambio di passo. L’attività agricola costituisce un valore fondamentale per l’economia e l’identità della comunità e nessuno intende ostacolarla; tuttavia, essa non può in alcun modo prevalere sul diritto prioritario dei cittadini di vivere in un ambiente sicuro. Le istituzioni non possono più accettare che la tutela di un raccolto venga anteposta alla protezione delle persone e delle mura domestiche.
La proposta: rivedere le distanze minime e inserire vincoli speciali
Alla luce dei recenti e pericolosi eventi e considerata l’estrema vulnerabilità del territorio rurale, specialmente in condizioni di forte vento, la giunta comunale giudica la distanza di sicurezza di appena cinque metri prevista dalla normativa vigente come del tutto inadeguata a fermare le fiamme. Il sindaco ha annunciato il fermo intendimento di sollecitare le autorità regionali e competenti affinché vengano riviste queste misure nel minor tempo possibile. Valutando l’introduzione di divieti specifici per le colture posizionate a ridosso dei centri abitati.
Il parallelismo proposto dal capo del comune è chiaro. Così come la legge impone limitazioni stringenti per la prevenzione del rischio idraulico e delle alluvioni, risulta indispensabile estendere la medesima tutela giuridica contro il rischio degli incendi, introducendo vincoli che garantiscano una reale e profonda fascia di rispetto. La sicurezza dei residenti rappresenta la priorità assoluta dell’amministrazione. E non verranno risparmiate energie nelle sedi opportune per far sì che situazioni di tale gravità non debbano più ripetersi.
Canadair ed elicotteri ancora in azione nel Cagliaritano
Nel frattempo, la situazione sul campo rimane parzialmente critica. Oltre ai problemi registrati a Villaspeciosa, i mezzi aerei regionali e nazionali combattono contro altri focolai sparsi nel territorio. Due Canadair provenienti da Ciampino operano senza sosta sulle campagne di Nuraminis, supportati dalle squadre a terra dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile. Un elicottero della base di Pula sta invece intervenendo a Tuili, in località Serra Iddas, sotto il coordinamento della Stazione Forestale di Barumini. Mentre un altro mezzo aereo della base di Villasalto contrasta le fiamme a Serdiana, in località Mitza S’Ollastu.