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Addio a Luigi Mossa, è morto il prof che ha rivoluzionato l’Orto botanico di Cagliari

Giugno 23, 2026 · Paolo Rapeanu

Addio Luigi Mossa, prof di spicco guida dell’Orto botanico di Cagliari

La comunità scientifica isolana, il mondo accademico e la città di Cagliari piangono la scomparsa del professore Luigi Mossa. Con la sua partenza, se ne va non soltanto uno stimato docente universitario, ma un vero e proprio pilastro delle scienze botaniche in Sardegna, un uomo che ha saputo coniugare il rigore della ricerca scientifica con una straordinaria capacità di divulgazione e una rara sensibilità umana.

Per anni alla guida dell’Orto botanico dell’Università degli Studi di Cagliari, Mossa ha legato indissolubilmente il proprio nome a questo polmone verde nel cuore della città, trasformandolo da semplice spazio di studio a un centro di eccellenza di rilievo internazionale.

La sua scomparsa lascia un vuoto profondo, ma anche un’eredità culturale, scientifica e infrastrutturale che continuerà a dare i suoi frutti per i decenni a venire.

Un visionario alla guida dell’Orto botanico: le grandi trasformazioni

Quando si parla dell’Orto botanico di Cagliari, è impossibile non legare gli ultimi decenni della sua storia alla figura di Mossa.

Sotto la sua direzione, l’istituto ha vissuto una vera e propria stagione d’oro, caratterizzata da una visione lungimirante che ha saputo unire la conservazione della biodiversità alla modernizzazione degli spazi.

Mossa non considerava l’Orto come un museo statico o un polveroso archivio di piante, bensì come un organismo vivente in costante evoluzione, un punto di incontro cruciale tra la cittadinanza, la comunità scientifica e la natura.

Durante il suo mandato, sono stati realizzati importanti interventi infrastrutturali che hanno ridefinito l’accessibilità e la funzionalità del sito. Sotto la sua sapiente regia sono state riqualificate aree storiche, ottimizzati i sistemi idrici e di coltivazione, e create nuove strutture per la catalogazione e lo studio delle specie.

Parallelamente agli interventi strutturali, il professor Mossa ha promosso una profonda opera di valorizzazione della componente botanica. Ha arricchito le collezioni viventi dell’Orto, ponendo un accento particolare sulla flora endemica sarda e del bacino del Mediterraneo. Grazie alla sua guida, l’istituto è diventato un baluardo per la salvaguardia delle specie a rischio di estinzione, un centro di monitoraggio ambientale e un punto di riferimento per i progetti di conservazione della biodiversità.

L’entusiasmo come metodo d’insegnamento: l’eredità scientifica e umana

Oltre ai meriti accademici e gestionali, ciò che ha reso il Professor Luigi Mossa una figura unanimemente amata e rispettata è stato il suo straordinario profilo umano. Chiunque abbia avuto il privilegio di frequentare le sue lezioni o di collaborare con lui ne ricorda l’inguaribile, contagioso entusiasmo.

Questo approccio si rifletteva in ogni sua attività. Mossa possedeva la rara dote di saper trasmettere concetti scientifici complessi con una chiarezza e una passione tali da affascinare chiunque lo ascoltasse.

Ha preso per mano generazioni di giovani studenti, guidandoli alla scoperta della botanica ambientale e accendendo in molti di loro la scintilla della vocazione scientifica. Molti degli attuali ricercatori, biologi e agronomi che operano oggi in Sardegna e all’estero devono la scelta del proprio percorso professionale proprio a quell’entusiasmo travolgente che Mossa metteva in cattedra e sul campo.

La sua idea di “botanica ambientale” era estremamente moderna: anticipando temi oggi cruciali come la transizione ecologica e la crisi climatica, Mossa insegnava che lo studio delle piante era lo strumento fondamentale per leggere lo stato di salute del territorio e per progettare un futuro sostenibile.