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Bombe per l’Iran nel porto di Cagliari: “Non vogliamo essere complici delle guerre”

Marzo 21, 2026 · Paolo Rapeanu

Cagliari, il centrosinistra attacca: “Il porto non sia base per bombe per l’Iran”

Il centrosinistra in Consiglio comunale a Cagliari esprime una netta opposizione all’utilizzo del porto cittadino per il traffico di armamenti e bombe diretti verso scenari di guerra come quello dell’Iran. La presa di posizione porta la firma dei consiglieri Laura Stochino, Francesca Mulas, Alessio Alias, Michele Boero, Pino Calledda, Alessandro Cao, Davide Carta, Marzia Cilloccu, Chiara Cocco, Luciano Congiu, Ombretta Ladu, Matteo Massa, Marta Mereu, Paola Mura, Rita Polo, Andrea Scano, Barbara Serra, Corrado Sorrentino e Carlo Usai.

Nel mirino, le recenti notizie sulla presenza di una nave cargo saudita che avrebbe caricato materiali bellici prodotti in Sardegna e destinati al Medio Oriente.

“Inaccettabile l’uso di infrastrutture civili”

Secondo quanto riportato dalla testata giornalistica Indip, nei giorni scorsi sarebbero stati imbarcati container provenienti dallo stabilimento RWM di Domusnovas, controllato dal gruppo Rheinmetall, in un contesto internazionale segnato da una crescente escalation militare.

“I consiglieri firmatari ritengono inaccettabile che infrastrutture civili vengano trasformate in snodi logistici per il commercio di armi”, si legge nel comunicato, che sottolinea come tali operazioni risultino ancora più gravi quando destinate a Paesi coinvolti in conflitti armati o accusati di violazioni dei diritti umani.

Il richiamo alla legge 185/90

Nel documento, Stochino, Mulas, Alias, Boero e gli altri consiglieri richiamano esplicitamente la legge 185/90, che vieta l’esportazione di armamenti verso Paesi in guerra.

Un principio che, secondo i firmatari, deve essere rispettato non solo formalmente ma anche nella sostanza.

Il precedente in Consiglio comunale

La presa di posizione arriva a poche settimane da una deliberazione del Consiglio comunale. I consiglieri — tra cui Cilloccu, Cocco, Congiu e Ladu — chiedono ora che l’amministrazione venga pienamente informata.

Le proteste di lavoratori e società civile

Nel comunicato, firmato anche da Massa, Mereu, Mura e Polo, si evidenzia come negli ultimi mesi si siano moltiplicate le iniziative di protesta.

Più volte, sottolineano i consiglieri, denunciate operazioni legate al transito di armi, ritenute corresponsabili di conflitti che causano vittime tra i civili.

“Rischio di trasformare Cagliari in porto di guerra”

Preoccupazione viene espressa anche da Scano, Serra, Sorrentino e Usai rispetto a possibili sviluppi futuri: qualora l’Italia decidesse di mettere a disposizione basi statunitensi presenti sul territorio nazionale.

Cagliari potrebbe diventare un porto strategico per operazioni militari, trasformando la Sardegna in una regione direttamente coinvolta nei conflitti.

Le richieste: stop immediato e riconversione

Il centrosinistra: sospensione di ogni operazione di carico e transito di armamenti nel porto; attivazione di un monitoraggio indipendente delle merci; politiche di riconversione economica.

“Il porto di Cagliari deve essere un luogo di scambio, cooperazione e sviluppo sostenibile, non un punto di partenza per strumenti di guerra”.