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Cagliari, orrore in un cantiere: “Cagnolino inseguito con la ruspa e ucciso a colpi di pietre”

Marzo 21, 2026 · Paolo Rapeanu

Orrore in un campo di Cagliari, cagnolino ucciso in modo barbaro

Orrore nel rione di Sant’Elia a Cagliari, caccia e violenza contro un cagnolino indifeso

Un video, una denuncia e un racconto che scuote nel profondo la coscienza civile. Nei giorni scorsi, all’indirizzo istituzionale dedicato alla tutela degli animali del Comune di Cagliari è arrivata una segnalazione corredata da immagini che documenterebbero un episodio di inaudita violenza nel quartiere di Sant’Elia.

A parlare è la garante degli animali Francesca Cogoni, che ha deciso di rendere pubblica la vicenda per sollecitare testimoni e rompere il silenzio.


La ricostruzione: un inseguimento crudele

Secondo quanto riportato nella denuncia, almeno due uomini sarebbero stati ripresi mentre, anziché svolgere le proprie mansioni lavorative, si accanivano contro un piccolo animale descritto come “un batuffolo bianco”.

Uno dei due, alla guida di un escavatore di piccole dimensioni, avrebbe inseguito l’animale tentando ripetutamente di colpirlo con i cingoli e con la benna. Un inseguimento deliberato, insistito, fino a quando – sempre secondo il racconto – l’animale sarebbe stato raggiunto.

A quel punto entra in scena il secondo uomo. Si avvicina, osserva e, senza esitazione, sferra un violento calcio, scaraventando il piccolo corpo a terra. Non basta. L’uomo si china, raccoglie una pietra e la scaglia contro l’animale ormai inerme.


“Un gesto che ferisce tutti”

«Queste azioni macchiano tutti», afferma con amarezza Cogoni. «Anche chi ha visto, anche chi – come me – ha dovuto guardare quel video e sentire il sangue salire alla testa».

Le parole della garante non sono solo una condanna, ma una riflessione più ampia sulla violenza gratuita: «Là fuori ci sono persone che sentono il bisogno di sfogare ciò che portano dentro contro esseri che non possono difendersi. Questo mina la fiducia e rappresenta un affronto più profondo di quanto si possa immaginare».

Un episodio che lascia un segno anche nella percezione quotidiana: «Da oggi – aggiunge – vedere un uomo su un escavatore mi riporterà inevitabilmente a quanto accaduto».

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L’appello: “Servono testimoni”

L’obiettivo ora è fare luce sui fatti e identificare i responsabili. Per questo la garante lancia un appello diretto alla cittadinanza:

Chiunque abbia assistito ai fatti o sia in grado di fornire elementi utili è invitato a contattare gli uffici
📩 garanteanimali@comune.cagliari.it
📞 3440318565 (anche tramite chat e messenger)

«Aiutateci, aiutiamoci», è il messaggio che accompagna la richiesta. Non solo per individuare i colpevoli, ma per arginare una violenza che, se ignorata, rischia di diventare normalità.


Una ferita civile

L’episodio di Sant’Elia non è solo un caso isolato di crudeltà, ma una ferita che interroga l’intera comunità. La violenza sugli animali, ricordano le istituzioni, è spesso un segnale di disagio più ampio e non può essere sottovalutata.

Denunciare, testimoniare, non voltarsi dall’altra parte: è da qui che passa la risposta collettiva. Perché, come sottolinea Cogoni, «il silenzio rende tutti più deboli».