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Cagliari, giù tra le lacrime la storica fioreria del mercato di San Benedetto

Maggio 16, 2026 · Paolo Rapeanu

Addio alla fioreria “L’Angolo Fiorito”, aperta nel 1992 accanto al mercato di San Benedetto a Cagliari

Il rumore della ruspa che morde il ferro e il legno ha il suono amaro della fine di un’epoca. Nel lato del mercato civico di via Cocco Ortu, a Cagliari, non c’è più traccia de “L’Angolo Fiorito”, la storica fioreria che per trentaquattro anni ha colorato e profumato uno degli scorci più vitali del quartiere di San Benedetto. Giù la struttura, tra le lacrime del titolare che ha saputo dell’abbattimento proprio a ridosso dell’arrivo della ruspa e la commozione dei tanti clienti storici, per fare spazio ai radicali interventi di restyling che cambieranno il volto del più grande mercato coperto d’Europa.

Fondata nel 1992, la fioreria era molto più di un semplice punto vendita: era un punto di riferimento, un pezzo di memoria collettiva incastonato nella quotidianità cagliaritana. Dietro quel bancone c’era Luca Murru, che ha visto passare generazioni di clienti, confezionando mazzi di rose per i fidanzati, bouquet per le spose e corone d’alloro per i neolaureati. Un’attività che ha resistito ai mutamenti della città, ma che ha iniziato a vacillare con l’arrivo della pandemia. Le prime vere difficoltà sono nate proprio con il Covid, tra lockdown e restrizioni che hanno inferto un duro colpo al commercio di prossimità. Poi, l’avvio dei grandi lavori di riqualificazione del mercato ha scritto la parola “fine” su quella struttura esterna.

Il dolore della demolizione e i ricordi di una vita

Vedere l’attività demolita in pochi minuti è stato un colpo al cuore per Luca Murru, che oggi ha 56 anni. Molti residenti si sono fermati sul marciapiede di via Cocco Ortu, assistendo in silenzio alla rimozione dei pannelli e delle insegne che per decenni hanno fatto parte del panorama urbano. “Sono tanti ricordi che se ne vanno, una vita intera trascorsa qui dentro”, racconta Murru con evidente commozione. “Ho iniziato che ero un ragazzo, negli ultimi anni per colpa del Covid avevo dovuto bloccare l’attività, non avendo pagato alcune rate del suolo pubblico. Oggi ho 56 anni e, anche se questo momento è doloroso, sono ancora giovane. Ho ancora energia e voglia di fare”.

Il sentimento comune tra i banchi del mercato e i negozianti della zona è di profonda solidarietà. “L’Angolo Fiorito” rappresentava quella cagliaritanità autentica, fatta di saluti al mattino e di rapporti umani che andavano ben oltre la semplice transazione commerciale.

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Il futuro del mercato e l’incognita del domani

Il piano di restyling del mercato di San Benedetto prevede una modernizzazione complessiva della struttura, un passo considerato necessario dall’amministrazione comunale per adeguare l’area agli standard contemporanei. Tuttavia, il prezzo da pagare nell’immediato è il sacrificio di realtà storiche che hanno fatto la storia del quartiere.

Per Luca Murru e per la sua fioreria, il futuro resta un’incognita sospesa tra la speranza e l’incertezza dei tempi burocratici. La demolizione coatta lascia un vuoto fisico nel lato di via Cocco Ortu, ma non spegne del tutto la speranza di una rinascita. “Chissà se in futuro riavrò uno spazio all’interno della nuova struttura”, conclude il fiorista, guardando le macerie di quello che è stato il suo regno per oltre tre decenni. “La speranza è l’ultima a morire, e mi auguro che il Comune si ricordi di chi ha dato l’anima per questo mercato per così tanti anni”.

Cagliari saluta così, con un misto di nostalgia e rassegnazione, un altro pezzo della sua storia commerciale, mentre le ruspe continuano a ridisegnare il futuro di San Benedetto.