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Cagliari, dal centrodestra siluro a Zedda: “La città reale è tra transenne e rifiuti, altro che miracolo”

Luglio 6, 2026 · Paolo Rapeanu

Il centrodestra lancia un siluro contro Zedda e il suo governo di Cagliari

Un quarto posto a livello nazionale nella classifica di gradimento dei sindaci, forte di un 63% di consensi stimato dal Governance Poll 2026. Un dato che, nelle ultime ore, ha comprensibilmente riacceso i motori della comunicazione del centrosinistra cagliaritano. Ma dietro le percentuali e i grafici che rimbalzano sui social, l’opposizione di centrodestra invita a un bagno di realtà. A guidare la carica è Pierluigi Mannino, capogruppo di Fratelli d’Italia al Comune di Cagliari, che non usa giri di parole per ridimensionare il quadro: «I cagliaritani non abitano dentro un sondaggio. Abitano tra transenne, plexiglass, strade intasate, parcheggi miraggio, cantieri infiniti e buste della spazzatura».

Mannino sceglie la via dei numeri e della memoria storica per smontare quello che definisce «un entusiasmo decisamente fuori luogo e scollegato dal quotidiano dei cittadini».

“I numeri del campione e il cortocircuito della memoria”, la versione del centrodestra a Cagliari

«Ricordiamo con precisione di cosa stiamo parlando quando citiamo il Governance Poll», esordisce il capogruppo di Fratelli d’Italia e del centrodestra a Cagliari. «Parliamo di un’indagine demoscopica basata su 600 interviste in tutta Cagliari. Il campione, da metodologia, è composto rigorosamente da 600 elettori per ogni Comune capoluogo preso in esame. È uno strumento di rilevazione utile, certo, ma va preso per quello che è: una fotografia parziale del momento, non il bilancio consuntivo di un’amministrazione e tantomeno un risultato elettorale depositato nelle urne».

Il consigliere di Fdi lancia poi, dal versante del centrodestra di Cagliari, una stoccata metodologica e politica alla maggioranza che sostiene il sindaco Massimo Zedda:

«È singolare assistere oggi a questi caroselli mediatici. Lo stesso identico sondaggio, applicato con lo stesso metodo scientifico nel 2025, vedeva il centrodestra alla guida della città posizionato al 46° posto con il 55% dei consensi. All’epoca, secondo la narrazione del centrosinistra, eravamo un’amministrazione in “caduta libera” e senza speranza. Oggi, per una manciata di interviste favorevoli, la città sarebbe improvvisamente in piena “rinascita”? La verità è che siamo davanti a una narrazione a correnti alternate. Un anno fa si gridava al disastro, oggi si grida al miracolo, ma a cambiare sono solo le convenienze politiche, non lo stato delle cose».

Per Mannino, il focus della discussione deve spostarsi dai numeri astratti alle delibere e ai fatti concreti. E su questo terreno, il leader cittadino di Fratelli d’Italia accusa la giunta di attuare una strategia precisa: «Sul resto delle grandi questioni cittadine non siamo semplicemente davanti a errori di valutazione o a rallentamenti burocratici. Siamo davanti a una vera e propria operazione di mistificazione e propaganda sistematica».

Anfiteatro Romano e stadio Sant’Elia: la controffensiva storica

Il primo punto fermo che Mannino rivendica riguarda i due grandi malati della cultura e dello sport cagliaritano: l’Anfiteatro Romano e lo stadio Sant’Elia.

«Sentir dire che l’Anfiteatro Romano è chiuso per colpa nostra è l’apoteosi del ribaltamento della realtà», attacca il capogruppo. «La chiusura del monumento è stata storicamente determinata e sottoscritta dal centrosinistra. Parliamo dello stesso schieramento politico che da diversi lustri ne promette la riapertura ad ogni singola campagna elettorale, salvo poi averlo lasciato per anni in uno stato di profonda incuria. La precedente consiliatura di centrodestra lo ha ereditato sbarrato, con le chiavi nella toppa, e ha dovuto farsi carico di riavviare da zero l’intero e complesso iter di restauro, studio archeologico e messa in sicurezza, aggravato ulteriormente dalle lungaggini del periodo pandemico. Venire oggi a fare la morale su un disastro ereditato è inaccettabile».

Non meno dura è l’analisi sulla situazione del nuovo stadio di Cagliari, una ferita aperta che si trascina da anni e che per il centrosinistra sarebbe imputabile alle storiche frizioni interne al centrodestra regionale e cittadino. Mannino risponde ricostruendo la cronistoria dei fatti:

«Lo stallo del Sant’Elia non è affatto figlio delle presunte lotte intestine del centrodestra. È il discendente diretto del cinismo elettorale del centrosinistra, datato 2016. In quell’anno, pur di vincere le elezioni comunali, l’allora amministrazione non ebbe alcuno scrupolo a promettere la realizzazione del nuovo impianto sportivo entro la data simbolo della partita del Centenario del Cagliari Calcio. Una promessa che chiunque avesse un minimo di competenza amministrativa sapeva essere irrealizzabile: non c’era un progetto definitivo approvato, non c’erano le coperture finanziarie necessarie, non c’era un piano economico-finanziario sostenibile. Era solo uno spot».

Al contrario, secondo Mannino, i passi avanti concreti portano un’altra firma: «La precedente consiliatura ha fatto il lavoro sporco e serio: ha approvato la dichiarazione di pubblico interesse e ha messo le risorse finanziarie reali sul tavolo per sbloccare l’intero comparto. Oggi l’attuale maggioranza continua a sventolare la bandierina del risultato vicino, ma la realtà dice che in concreto, in cantiere, ancora non c’è nulla di avviato».

Il decoro urbano: dal plexiglass del Bastione alla gestione dei rifiuti

Il j’accuse di Fratelli d’Italia si sposta poi sulla gestione dello spazio pubblico e sui servizi essenziali, toccando due temi particolarmente sentiti dalla cittadinanza: l’estetica dei monumenti e la Tari.

«Prendiamo lo scempio delle barriere in plexiglass sul Bastione di Saint Remy», incalza Mannino. «Un intervento che è stato inizialmente spacciato come una misura d’urgenza per la sicurezza e che invece è diventato il simbolo plastico della loro idea di decoro urbano. È una soluzione esteticamente brutta, strutturalmente fragile e, come denunciamo da tempo, è diventata persino la causa della rovina delle storiche sedute in pietra sottostanti. È l’emblema di una gestione superficiale dei nostri beni identitari».

Il punto di massima frizione resta però il sistema di raccolta dei rifiuti solidi urbani, introdotto dalle precedenti amministrazioni Zedda e difeso dall’attuale centrosinistra come un modello di transizione ecologica avanzato. Per l’opposizione, si tratta invece di un fallimento gestionale scaricato interamente sulle spalle dei contribuenti.

«Sui rifiuti siamo alla genialità assoluta, si fa per dire», commenta ironicamente il capogruppo di Fdi. «Hanno trasformato i cittadini cagliaritani in veri e propri addetti alla raccolta differenziata. I residenti si trovano nella paradossale situazione di essere paganti – e profumatamente, dato che Cagliari ha una delle TARI più alte d’Italia – e contemporaneamente colpevolizzati. Sono costretti a inseguire calendari d’esposizione cervellotici, a gestire ingombranti ecobox dentro appartamenti spesso minuscoli e a subire sanzioni continue. Il risultato di questo sistema? Viviamo in una città visibilmente sempre più sporca, dove i cestini stradali strabordano a ogni angolo e i turisti fotografano il degrado anziché le bellezze. Ma per la giunta va tutto bene».

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“La coazione narrativa non cancella i problemi”

In conclusione del suo intervento, Pierluigi Mannino individua la cifra stilistica dell’azione della maggioranza guidata da Massimo Zedda in una formula netta: «Siamo di fronte a una coazione narrativa e a una propaganda a ciclo continuo. La strategia è evidente ed è sempre la stessa: ripetere ossessivamente il singolo dato positivo di un sondaggio su un micro-campione di 600 persone finché, nell’immaginario collettivo, quel dato non si sostituisce magicamente a un reale risultato amministrativo che non esiste».

Un’operazione di marketing politico che, secondo Fratelli d’Italia, è destinata a scontrarsi con la quotidianità dei residenti. «I cittadini non mangiano i sondaggi e non camminano sulle percentuali. La propaganda può riempire i titoli dei giornali per un giorno, ma la mattina dopo i cagliaritani si svegliano e devono fare i conti con la realtà di una città bloccata, insicura sul fronte del decoro e penalizzata da scelte tariffarie ingiuste. Il nostro compito in Aula sarà quello di costringere la giunta a guardare la città vera, non quella dei grafici della vigilia».