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Cagliari, via ai lavori al Poetto: l’ex ospedale Marino sarà un hotel di lusso sul mare

Maggio 28, 2026 · Paolo Rapeanu

Addio ufficiale all’ex Marino di Cagliari, da ospedale diventerà un hotel di lusso sul mare

Cagliari, via ai lavori al Poetto: l’ex ospedale Marino sarà un hotel di lusso sul mare. Scatta la rivoluzione dopo una lunga attesa: il perimetro dell’ex ospedale è stato blindato e “protetto” da una monumentale recinzione coperta da mega rendering, che mostrano in anteprima il futuro volto della struttura: linee eleganti, ampie vetrate e un dialogo architettonico moderno con il paesaggio marino.

L’avvio delle operazioni a ridosso della stagione estiva ha sollevato più di un sopracciglio per possibili disagi su viabilità e sosta, ma gli operai sono già a pieno regime e non si registrano problemi. L’obbiettivo della proprietà è chiaro: restituire vita, trasformandolo, a un gioiello del razionalismo architettonico rimasto per troppi anni un ecomostro abbandonato, trasformandolo nel nuovo punto di riferimento dell’accoglienza di lusso a Cagliari.

Resta da vedere se, a lavori conclusi, il nuovo Marino saprà farsi amare anche dai suoi detrattori. Bastano due parole per riaccendere il dibattito all’ombra della Sella del Diavolo: Marino e lusso. Con l’apertura del cantiere che trasformerà l’ex ospedale Marino in un hotel a cinque stelle, la spiaggia del Poetto si ritrova spaccata a metà, sospesa tra entusiasmo per il rilancio e nostalgia per il passato.

In primo piano ci sono loro, i cagliaritani, le cui voci rimbalzano sul lungomare ben prima del rumore delle ruspe. Da un lato c’è chi accoglie l’opera come una benedizione: “Sarà stupendo, finalmente cancelliamo quel rudere vergognoso che sfregiava la costa da decenni” commenta un residente, vedendo nel progetto un’opportunità irrinunciabile di rigenerazione urbana e turismo di alto livello. Dall’altro lato, però, la reazione è di netto rifiuto: “È l’ennesima privatizzazione, una spiaggia libera rubata ai cittadini e regalata ai ricchi” protesta chi teme l’impatto di una struttura d’élite su un litorale storicamente democratico e accessibile a tutti.